Ferrara, il Comune richiama gruppi di dipendenti dallo smart working: altolà sindacale

Già rientrati in 200 dopo il picco di 600 "remotisti. Il direttore Mazzatorta: non è lavoro agile. Cgil, Cisl e Uil: è ancora emergenza, in futuro a casa 1 su 3 

FERRARA. Da una parte il governo annuncia una direttiva per il rientro dei dipendenti negli uffici pubblici, in contemporanea al vespaio di polemiche suscitato dalle parole del sindaco di Milano; dall’altro la Regione che prolunga invece lo smart working fino a settembre. Nel mezzo ci sta il Comune che sta cominciando a richiamare alcuni addetti dal lavoro in remoto, dopo la fase più rigida del lockdown, scontrandosi già con i paletti piantati dai sindacati.

L'AVVENIMENTO


Proprio ieri è giunta a Palazzo Municipale una lettera di Cgil, Cisl e Uil nella quale si chiede conto del richiamo s u ordine di servizio di gruppi di dipendenti posti in lavoro da casa. «Il periodo di emergenza da pandemia non è concluso - dice Luca Greco (Fp Cgil) - Noi peraltro siamo convinti che si debba conciliare maggiormente vita e lavoro anche in momenti di normale attività, e chiediamo ci si metta attorno ad un tavolo per trovare un accordo sullo smart working strutturato, per il quale servono computer, un servizio di cloud, un archivio digitale, tra le altre cose. Per quanti dipendenti? Secondo noi anche un terzo del totale».



POCA CHIAREZZA

Sembrano ben diverse le intenzioni di Palazzo Municipale, che dai 600 dipendenti in remoto al picco dell’epidemia è sceso in questi giorni a circa 400 (altrettanti sono in presenza, 350 in esonero), vuole proseguire su questa strada «in maniera misurata e mirata», dice il direttore generale Alessandro Mazzatorta, e mette i puntini sulle “i” della scarsa chiarezza governativa sul tema. «Diciamo anzitutto - è la premessa di Mazzatorta - che il lavoro agile previsto dalla normativa del 2017 è basato sugli obiettivi e prevede una serie di azioni che il governo ha in parte derogato, per poterne far partire una forma di tipo emergenziale durante il lockdown. Ci siamo adeguati, tenendo conto che il governo prolunga fino a l 31 luglio questa modalità emergenziale». Il Dl Rilancio, fanno presente a Palazzo Municipale, parla esplicitamente di adeguarsi «alla progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici» al riavvio.

IL FUTURO

Almeno fino a quella data si procederà, appunto, con richiami limitati per la graduale riattivazione dei vari servizi, subito dopo si comincerà a ragionare sulla vita lavorativa ordinaria dei dipendenti comunali. «Dovremo strutturarci per il lavoro agile come inteso dalla legge vigente, vorremmo inserirlo attraverso la contrattazione integrativa biennale» è il programma indicato dal direttore generale. Le differenze con l’impostazione sindacale sta nelle cifre: «Di quante persone parliamo? Non più di qualche decina a regime. Si tratta di allestire delle stazioni di lavoro da remoto che costano cifre importanti, inoltre bisogna tutelare gli equilibri nell’organizzazione del lavoro». —

stefano ciervo

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