Porto Garibaldi, rapina nel vivaio: il titolare acciuffa uno dei due ladri. Poi la fuga in auto

Malviventi in azione mercoledì all’ora di pranzo da Bonfatti Vivai: «Ho avuto paura di trovarmi una pistola puntata addosso»

Porto Garibaldi, rapina nel vivaio: il titolare mette in fuga i banditi

PORTO GARIBALDI. Sfida i malviventi, piombando nel bel mezzo di un furto all’interno del suo vivaio, e mette in fuga i ladri. Ha rischiato grosso, ieri all’ora di pranzo, Mirco Bonfatti, noto imprenditore dei lidi, titolare dell’omonimo vivaio, che si trova in località Collinara, a Porto Garibaldi, lungo la statale Romea. Alle 13.15 le dipendenti si sono allontanate per la pausa pranzo chiudendo porte e cancelli, ma con ogni probabilità i due malintenzionati, che poi si sono introdotti nel vivaio, erano già in agguato, nascosti tra qualche albero ornamentale.

IL RUMORE, LA PRESA, LA FUGA

Ad accorgersi che qualcosa stava andando storto è stato proprio Bonfatti. «Ero rimasto da solo in ufficio – commenta il vivaista – per ultimare alcune pratiche e ho sentito che qualcuno cercava di aprire la porta, muovendo la maniglia ripetutamente. In un primo momento ho pensato che fossero tornate le ragazze, ma visto che continuavo a sentire rumore, mi sono affacciato e mi sono trovato davanti due giovani. Appena ho aperto la porta uno è scappato di corsa, ma sono riuscito a bloccare l’altro afferrandolo per le braccia e spingendolo contro il muro». La cassaforte risultava aperta, ma in un batter d’occhi il fuggitivo è ritornato sui suoi passi e solamente a quel punto Bonfatti ha ceduto la presa, realizzando che i due potessero essere armati. «Ho reagito d’istinto – prosegue –, ma solo dopo ho pensato che fosse meglio non reagire, per non trovarmi davanti un’arma puntata. E pensare che ho il porto d’armi, ma non avevo la pistola a portata di mano».

GLI IDENTIKIT

Attimi infiniti di concitazione, durante i quali Bonfatti ha fissato nella mente i dettagli necessari a riconoscere i due individui. Entrambi sui 25-28 anni, pelle mulatta, t-shirt bianca, pantaloni bianchi, tennis bianche. Forse sudamericani, ma parlavano l’italiano con proprietà di linguaggio e con inflessione spagnola. Uno dei due era robusto, mentre l’altro era snello di corporatura. Nel tentativo di fuga il ladro a calci ha danneggiato un portone in vetro, che separa due distinte aree del vivaio, riuscendo così ad aprirsi un varco. Bonfatti, dopo aver lasciato la presa su quello che poteva essere il palo, si lancia all’inseguimento dei due, raggiungendo la propria auto parcheggiata sotto una tettoia ombreggiata, nascosta agli occhi di estranei. I due intanto guadagnano l’uscita a piedi, chiudono la cancellata di ingresso alle loro spalle, sbarrandola con un palo di ferro, in modo tale da guadagnare minuti preziosi ed impedire a Bonfatti di raggiungerli in auto.



UN MAGRO BOTTINO

«A quel punto ho chiamato i carabinieri – dice il vivaista – che sono arrivati in pochi minuti. Quando sono uscito, ho incontrato persone che mi hanno riferito di aver visto due giovani, vestiti di bianco, scappare sgommando, a bordo di una Peugeot 206, a cinque porte, grigio metallizzata. Purtroppo non sono riusciti a segnare la targa». Ad ampio spettro le indagini dei carabinieri di Comacchio volte ad assicurare alla giustizia i due fuggitivi che, al seguito, sarebbero riusciti a portare un magro bottino. Secondo le prime stime, pare che dal vivaio manchino solo il fondo cassa ed i guadagni della mattina, per un importo di circa 300 euro.

Resta impressa nitidamente nella memoria del vivaista una frase, pronunciata a bruciapelo da uno dei due giovani. «Non c’è problema, parliamone», ha esordito il ladro dopo esser stato bloccato da Bonfatti. Entrambi a volto scoperto, i malfattori potrebbero aver studiato le mosse dell’irruzione da qualche tempo, seguendo orari e spostamenti del personale. Non è ancora chiaro quale possa essere stato il punto da cui sono riusciti a guadagnare l’accesso alla struttura ma, con ogni probabilità, hanno forzato le maglie della recinzione perimetrale. «È strano – conclude l’imprenditore – che due malintenzionati agiscano in pieno giorno in un vivaio, lungo una strada così ad alta densità di traffico come la Romea, senza essere stati visti». —

KATIA ROMAGNOLI

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