Ferrara, svolta nella notte dopo le coltellate: i due fermati arrestati per tentato omicidio

In via Chiodare scontro tra bande: regolamento di conti per un carico di “fumo”. Due feriti a Cona e una donna romena interrogata in Polizia

FERRARA. Li hanno visti sfilare davanti ai loro occhi, gli abitanti di via Chiodare, verso le Mura: tre o quattro persone, armate di coltelli e di una lunga spada, correre verso gli spacciatori, tornati dopo il lockdown sulle panchine delle Mura di via Baluardi, a vendere droga. Uno scontro tra bande, di tunisini, per spartirsi il territorio o per un regolamento di conti. E forse ancor peggio per una partita di droga contesa, visto che dopo lo scontro-rissa, oltre i due tunisini fermati (gli aggressori) e interrogati fino a tarda sera, due altri tunisini feriti e accoltellati (gli aggrediti sui quali sono in corso accertamenti), c’è anche una donna romena portata in questura - muta e chiusa nel suo silenzio - perchè avrebbe portato in auto, sul posto, il carico di droga che ha innescato la guerra. La svolta nelle indagini è arrivata nella notte: i due fermati sono stati arrestati con l'accusa di tentato omicidio.

SANGUE E VIOLENZA


Tornano sangue e violenza, sulle Mura dei Baluardi. Tornano in un pomeriggio tranquillo, come tranquilla - in apparenza, ma basta parlare con gli abitanti per convincersi che è falso - sembrava datempo essere la zona. Sono le 17 di ieri, quando scoppia la rissa: tra gli spacciatori della banda delle panchine e la banda della katana: quasi il tipo della stessa arma che uccise 8 anni un ragazzo tunisino ad opera di un commando di marocchini per una guerra per droga anche allora, poi tutti arrestati, processati e condannati, 5 di loro all’eragstolo, tanto per far capire di cosa stiamo parlando.

Rissa fra spacciatori con coltelli e un machete sulle Mura di Ferrara



Venerdì, come spiegava un inquirente, «non c’è scappato il morto»: i due feriti sono lievi, uno dimesso in prima serata di ieri, l’altro più grave per ferite. Lesioni lievi, ma la gravità dell’episodio resta. Andato in scena davanti agli occhi terrorizzati degli abitanti che non hanno dubbi: «È stato un regolamento di conti per droga, lo si vedeva da come si avvicinavano quelli armati», spiega un professionista che abita in via Chiodare. «Lo abbiamo capito che si tratta di droga, li vediamo tutti i giorni spacciare sulle Mura», dice un altro. Anche la Polizia, la squadra mobile, giunta sul posto con il dirigente Dario Virgili, propende per questo: alla base della rissa con coltelli e un machete - o questa spada, una katana, lunga oltre 50 centimetri, dicono i testimoni che hanno lanciato l’allarme - c’è e non può esser altro: la contesa per lo spaccio di droga tra magrebini, che hanno il monopolio del “fumo” sui Baluardi.



Lo scontro avviene in mezzo alla strada, tra via Chiodare e via Balauardi, con coltelli e katana brandite contro la banda della panchina. Due di loro, sono in corso accertamenti sulla loro posizione, sono rimasti feriti e trasportati in ospedale al Sant’Anna, accoltellati, refertati con ferite da lama: i sanitari hanno verificato subito che si trattava per fortuna di lesioni non gravi, uno è stato dimesso l’altro resta in osservazione. Non solo medica, anche investigativa poichè dovrà spiegare tanto agli inquirenti sul motivo di quella coltellata subite. Per i due aggressori fermati, al momento la Polizia sta valutando il provvedimento da adottare, se vi sono gli estremi dell’arresto o meno poichè non vi sarebbero le esigenze, da procedura e per reato (solo lesioni) per fermarli. È certo che hanno aggredito gli altri: sono stati visti scappare, li hanno visti abbandonare un coltello lungo 20 centimetri (poi ritrovato, la katana non ancora)all’angolo di via Chiodare, che poi piega verso via Ghiara e il centro città.

INTERCETTATI IN SAN ROMANO

Dove i due sono scappati. Senza andar lontano: i due vengono intercettati, tra la gente e i negozi, tra via San Romano e Carlo Mayr: i passanti li indicano agli agenti di polizia arrivati sulla Volante, la piccola Smart. «Sono lì dentro», nel porticto del negozio di scarpe all’angolo. I due però riescono a scappare, verso Porta Reno. Vanno poco lontano: uno verrà fermato in piazza Travaglio. L’altro, fa il giro, e rientrando in via San Romano da via Ragno. La Smart della Polizia dietro e quello «in canottiera bianca aveva la spada» - dicono poi i testimoni - viene bloccato dagli agenti in via Vignatagliata. Dovranno spiegare tanto alla Polizia: lo scontro, il regolamento di conti, quel carico conteso. —

Daniele Predieri

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