Ferrara, morde un carabiniere e nasconde la droga ma finisce in manette

La cocaina gettata in una campana per la raccolta del vetro. I militari chiamano i rinforzi e recuperano l’ovulo fra i cocci

FERRARA. Se lo sono dovuti sudare, quell’arresto, non solo letteralmente. Ma alla fine i carabinieri hanno messo le manette ai polsi dello spacciatore e lo hanno portato in camera di sicurezza, in attesa del processo per direttissima: detenzione di droga a fini di spaccio, resistenza e, probabilmente, anche lesioni. Sì, perché l’arrestato, pur di sfuggire alle proprie responsabilità, ha pure morsicato un militare.

TENTATIVO DI FUGA


Tutto ha inizio domenica 28 giugno verso le 14.30 in via Aguiari a Ferrara, quando la pattuglia della Stazione carabinieri di Ferrara nota un veicolo che procede avanti a lei e, senza motivo, cerca di dileguarsi aumentando la velocità. La pattuglia incalza e, dopo poche decine di metri, l’auto in fuga è bloccata in via Olimpia Morata. I militari procedono al controllo dei due occupanti, risultati poi entrambi nigeriani. Durante il controllo del conducente, un carabiniere nota che il passeggero, in quel momento ancora a bordo dell’auto, cerca di occultare qualcosa sotto il tappetino: lo fa scendere e l’uomo, ben conscio di essere stato visto nel suo gesto, sferra una gomitata a uno dei due militari e ne scaturisce una colluttazione.

Il nigeriano, per divincolarsi, morde un dito di una mano a uno dei due militari e graffia l’altro su un braccio, quindi si rinfila nell’auto e recupera l'involucro nascosto sotto il tappetino, gettandolo all’interno di una campana per la raccolta del vetro lì vicina. I militari finalmente lo bloccano, anche utilizzando lo spray al peperoncino, e lo ammanettano seduto a terra. Sotto un solleone, nel tanfo della spazzatura che fermenta dentro il cassonetto, i militari non si perdono d’animo, chiamano i rinforzi e in quattro ribaltano a forza di muscoli la campana del vetro, quindi fra i cocci iniziano a cercare, fino a rinvenire un ovulo di cocaina del peso di circa 13 grammi.

ORA LA DIRETTISSIMA

L’uomo in manette viene dunque dichiarato in arresto, poi, su disposizione del pubblico ministero di turno, il sostituto Fabrizio Vallone, posto in custodia nella camera di sicurezza del Comando provinciale dell’Arma in attesa del processo per direttissima: si tratta di O.B., 38 anni, incensurato e regolare sul territorio nazionale. I due militari feriti sono quindi andati al pronto soccorso per le cure del caso. —

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