Contagio Brt a Cento, niente test a tappeto. Medico Sant'Anna esce dal tunnel

La sanitaria era stata trovata positiva la prima volta il 18 marzo, "ricaduta" a giugno. Nessun decesso

FERRARA. I contagi centesi collegati al focolaio bolognese Brt non hanno per il momento reso necessario l’avvio di una campagna di controlli a tappeto sull’intera comunità pachistana di Cento, alla quale appartengono i tre positivi. Annalisa Califano, dirigente medico del Dipartimento di sanità pubblica, ieri ha specificato che «si sta procedendo con il contact tracing usuale, che mira a rintracciare chi nelle ultime 48 ore abbia avuto contatti stretti di oltre 15’ con i positivi, il monitoraggio e gli isolamenti. La situazione per il momento è rassicurante». Non sono stati effettuati altri tamponi di controllo, né a Cento né nel resto della provincia, e nella città del Guercino resta sempre un solo esito ancora in coda. Sarà il monitoraggio delle prossime ore a suggerire eventuali interventi, considerato pure il fatto che i familiari contagiati dell’addetto Brt trovato positivo dai controlli effettuati dall’Asl di Bologna, risultavano asintomatici. Nel capoluogo regionale si sta studiando come fare con l’hub migranti, dove sono stati trovati positivi due magazzinieri Brt e altri sei ospiti.

Il bollettino di giornata riporta un confortante 0-0 nelle caselle decessi e nuovi positivi, però va appunto considerato il fatto che la giornata domenicale ha fermato completamente i tamponi; un solo nuovo caso di sorveglianza telefonica, a Ferrara, e due persone uscite da sorveglianza e isolamento, sempre in città. Da segnalare invece tre nuovi guariti a Cento, che scende così a 7 positivi attivi. In totale a livello provinciale vi sono 65 positivi, lo stesso numero del 24 giugno: la discesa è stata rapida dai 488 del 4 maggio, ma in altre province emiliano-romagnole hanno fatto anche meglio. Il report regionale con dati fermi al 25 giugno, infatti, pone Ferrara nel gruppo di testa degli attualmente positivi, dopo le (ancora) inavvicinabili Bologna e Parma, mentre Piacenza è scesa vertiginosamente dai picchi di inizio maggio e ci è in sostanza a fianco e pure Reggio Emilia sembra marciare più rapidamente verso l’obiettivo di territorio Covid-free. Può aver inciso nella curva ferrarese il concentrarsi dei positivi, da un certo periodo in poi, in ambiti chiusi e di diffusione rapida del contagio, come le Rsa; o magari le tempistiche di guarigione più lunghe per persone molto anziane.

Da sottolineare, invece, l’uscita dal tunnel della positività per un medico del Sant’Anna, che non riusciva a scrollarsi di dosso definitivamente il coronavirus. Per lei l’incubo era iniziato addirittura il 18 marzo, con il primo tampone positivo, poi negativizzato il 16 aprile; la dottoressa era stata di nuovo scoperta positiva l’1 giugno e si è infine negativizzata definitivamente il 26 giugno, rientrando così in servizio nei giorni scorsi. Ora restano positivi tra i sanitari un addetto dell’Asl e uno del Sant’Anna.