Copparo, operai Berco al voto: «Un segnale ai vertici»

Al centro la piattaforma in difesa del contratto integrativo. Uilm: «Dall’azienda una caduta di stile vecchio stampo»

COPPARO. Anche oggi, 1 luglio, i dipendenti della Berco sono al voto per la consultazione referendaria sulla piattaforma illustrata dai sindacati in un serie di assemblee. L’obiettivo è dare più forza alle ragioni di Fiom, Fim, Uil e Rsu in quella che si preannuncia come un’estate calda. È braccio di ferro con i vertici dello stabilimento di Copparo di proprietà ThyssenKrupp, che hanno annunciato la decadenza del contratto integrativo in vigore fino a questo momento.

«SITUAZIONE STRAORDINARIA»

Due gli obiettivi fondamentali dei rappresentanti sindacali, come sottolineato in un duro comunicato, ossia «smontare la narrazione prodotta dall’azienda al territorio» e «difendere i diritti conquistati in passato». Passando, appunto, attraverso «la riconquista della contrattazione aziendale» e «la piena tenuta occupazionale». «La partecipazione alle assemblee – dice il segretario generale della Uilm Ferrara, Paolo Da Lan – è stata buona, ne abbiamo ricevuto un segnale interessante. I lavoratori si sono dimostrati consapevoli che non siamo di fronte a una situazione ordinaria. Quello che li sconcerta maggiormente è il fatto che l’azienda quando parla pubblicamente dice una cosa e poi nella realtà ne fa un’altra».

Difficile immaginare quale potrà essere l’affluenza alle urne, «anche perché buona parte dei dipendenti è tuttora in cassa integrazione e altri in smart working», ricorda il dirigente della Uilm. Ma è evidente che le sigle sindacali si aspettano un sostegno chiaro e forte alle loro posizioni. Una volta approvata la piattaforma, sarà inoltrata ai vertici Berco e a Unindustria, poi il via a una trattativa che si prevede spinosa.

UN SECOLO DI STORIA

Da Lan non lascia cadere quella che è più di un’impressione: «Non ci aspettavamo un comportamento del genere, padronale vecchio stampo, da parte di un’azienda che ha alle spalle cento anni di storia. È stata una caduta di stile. Ma – aggiunge il segretario della Uilm – anche quando di è trattato di tornare in fabbrica durante la pandemia abbiamo notato reticenze in tema sicurezza». —

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