Contenuto riservato agli abbonati

Argenta, il Comune si ricandida ad accogliere migranti

Offerta per 35 posti nel nuovo progetto triennale Siproimi. L’assessore: buoni risultati per integrazione e sicurezza  

ARGENTA. Proseguiranno per ulteriori tre anni le attività d’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo sul territorio di Argenta. Almeno questa è l’indicazione del Comune, che si è candidato a una nuova tornata dei progetti Sprar, che con il decreto Sicurezza del dicembre 2018 sono stati ribattezzati Siproimi (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati).

«Saranno in tutto 35 posti e diamo la precedenza a donne e bambini – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Anna Ferrari –. Infatti 22 sono riservati a donne o nuclei famigliari monoparentali, il resto a 13 uomini adulti. Abbiamo manifestato la volontà di ricandidarci nuovamente perché il progetto ha dato buoni risultati in termini di integrazione. Queste persone, attualmente sono 27 sul territorio comunale, vengono ospitate in cinque strutture di dimensioni contenute: sempre rispettando le regole e facendo rientro di sera all’interno».


ATTESO LO STANZIAMENTO

Per il triennio 2021-23, inoltrata la ricandidatura, ora occorre attendere lo stanziamento del fondi da parte del ministero dell’Interno. La gestione dello Sprar che scade a dicembre 2020 era stato assegnato dal Comune a Cidas mentre, spiega l’assessore Ferrari, «per il prossimo, se dovesse essere finanziato, passeremo attraverso un nuovo bando di gara». Tempi? «Difficile dirlo ora, c’è da considerare che l’emergenza sanitaria può certamente comportare dei ritardi».

Il cas di consandolo. L’ultima traccia, in termini di cronaca, rispetto all’accoglienza dei migranti nell’Argentano, fu nel settembre scorso con l’arrivo di 23 profughi: ma nel Cas (Centro di accoglienza straordinaria) allestito a Consandolo rimasero pochi giorni, l’edificio che era stato individuato dalla Prefettura di Ferrara si dimostrò inadeguato. Di conseguenza scattò la marcia indietro; per quei giovani africani si prospettò allora la soluzione Ravalle (dove però la protesta di una parte degli abitanti la fece abortire), poi finalmente trovarono ospitalità nell’hub di Pontelagoscuro. Ma che fine ha fatto il Cas di Consandolo? «Per quel che ne so è vuoto – dice l’assessore Ferrari –, comunque è uno spazio non gestito da noi come Comune bensì dalla Prefettura, che vedrà come utilizzarlo al meglio». —

Fabio Terminali. © RIPRODUZIONE RISERVATA.