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Ferrara, cliente soccorso dai commessi: il 118 arriva dopo 40 minuti

Ferito in un market Conad è stato assistito anche da un medico di passaggio. Per lui bendaggi volanti e sostegno “psicologico” in attesa dell’ambulanza

FERRARA. Sono rimasti per una quarantina di minuti chinati in tre sopra un uomo ferito al polpaccio dal frammento impazzito di una bottiglia di birra. Per un gesto frettoloso o poco accorto l’atto elementare di prelevare un articolo comune da uno scaffale ha rischiato di costare veramente caro ad A., cliente del supermercato Conad di via Arianuova, a Ferrara.

L’uomo è stato fortunato: ha trovato tre persone premurose - due dipendenti del market e un medico di passaggio - che non si sono perse d’animo e, nonostante la situazione inconsueta e la vista del sangue che fuoriusciva copioso da una gamba colando sul pavimento, si sono prese cura di lui e lo hanno soccorso in attesa di un’ambulanza che probabilmente arrivava da troppo lontano. L’attesa, infatti, si è protratta eccessivamente se gli orari - dichiarati in un momento di grande concitazione e agitazione, perfettamente comprensibili - sono quelli raccontati dai testimoni. L’incidente è avvenuto alcuni minuti prima delle 13 e l’ambulanza del 118 è arrivata sul posto verso le 13.30. Proveniva da Copparo, così ha raccontato un addetto della Centrale dell’emergenza che ha sede a Bologna e coordina il soccorso in tre province (Bologna, Ferrara e Modena), mentre tutti si aspettavano che nel giro di pochissimo minuti medici e infermieri arrivassero da una delle postazioni attorno alla città.

Questo certamente pensavano i tre soccorritori che hanno aiutato A. a rimanere calmo e hanno impedito che il taglio aperto su un muscolo, una zona del corpo molto irrorata, potesse rappresentare una reale minaccia per lui. Mentre l’attesa si prolungava sotto lo sguardo sorpreso e partecipe dei clienti i tre soccorritori si procuravano bendaggi volanti, carta, disinfettanti, lacci e cinture con i quali hanno tenuto a bada l’emorragia. Una scena più facile da vedere in tv - magari in uno dei tanti serial dedicati alle emergenze sanitarie - piuttosto che “live”, nella corsia di un supermercato.

MINUTI INTERMINABILI

Almeno tre chiamate sono partite da via Arianuova mentre i tre soccorritori premevano le mani sulla lesione incisa dal frammento di una bottiglia rotta rimbalzato dal pavimento contro l’arto non coperto dal pantaloncino. Il personale della Centrale operativa ha fornito al telefono le indicazioni utili per assistere nel modo migliore A., che veniva continuamente sollecitato a parlare e a rimanere vigile. Quando sono arrivati i sanitari con la barella l’uomo appariva in buone condizioni. Il personale del “118” ha eseguito un bendaggio contenitivo e ha caricato il paziente nell’ambulanza diretta verso Cona. Tutti sollevati dall’arrivo di chi era attrezzato e competente per occuparsi del caso: A., i commessi e i clienti, anche il medico che ha sostituito i colleghi durante quegli interminabili 40 minuti. Ma perché sono stati 40 o 35 (le testimonianze “ballano” un po’) e non 10 o 15? Superata l’emergenza è questa la domanda che cerca una risposta. —

Gi.Ca.

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