Ferrara, è il punto di partenza per un’indagine più vasta: «Ma è un canale nuovo»

Il dirigente Virgili traccia il quadro della situazione e gli obiettivi futuri

FERRARA. Tra le molte cose che gli inquirenti dovranno apprendere sulla partita di marijuana ed ecstasy al centro dell’operazione di giovedì scorso, conclusasi con quattro arresti, una ipotesi viene esclusa con decisione. «Questa droga non ha nulla a che fare con i traffici della zona Gad (in mano ai nigeriani, ndr) e con le vicende di via Baluardi (dove “comandano” i tunisini, ndr) - ha dichiarato il dirigente della Squadra mobile, Dario Virgili - Questa indagine è nata da fonti confidenziali, non sono state usate intercettazioni ma metodi tradizionali, come i pedinamenti, per individuare il “canale” e decidere quando intervenire». La “pista” è stata individuata alcuni giorni fa, grazie a un’imbeccata che si è rivelata fondatissima.

La 4ª Sezione Antidroga della polizia ha messo quindi sotto osservazione i due acquirenti dello stupefacente trasportato da fuori regione e, avendo la certezza di poter attribuire precise responsabilità ai responsabili di un livello dello spaccio che si colloca fra l’ingrosso e il dettaglio, ha fatto scattare la tagliola. La nuova indagine, coordinata dal pm Barbara Cavallo, parte da questi punti fermi: droga e denaro sequestrati, persone coinvolte nel traffico individuate con certezza e arrestate, alcuni reperti (cellulari, bigliettini con cifre, agendine) che potrebbero aprire più di uno spiraglio su una “pista” che coinvolge spacciatori locali, ferraresi, alcuni dei quali senza precedenti, altri con un “curriculum” di altro tipo (invasione di terreni: la ragazza con l’ecstasy), altri ancora con recidive. Non si sa ancora da quale Paese estero è arrivato il carico di marijuana (si sospetta la Spagna). Il questore, Cesare Capocasa, ha elogiato l’operato della Squadra mobile, che ha bloccato lo spaccio «sulla piazza ferrarese». —


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