Lidi di Comacchio, i locali della movida minacciano la serrata: «Servono i controlli, così rischiamo tutti»

L’appello alla Regione: «Aprite in spiaggia». Bergamini (Lega): «In questo modo si alimentano i festini abusivi» 

COMACCHIO. La questione movida continua a scaldare i Lidi di Comacchio e per questo fine settimana i locali potrebbero organizzarsi in una forte forma di protesta per cercare di sensibilizzare il prefetto e le forze dell’ordine. Se fino a ieri, mercoledì, l'ipotesi era possibile, ora sta diventando sempre più concreta. «Rischiamo di chiudere tutti perché non si riesce a far rispettare le regole – dicono da Ascom, Confesercenti e Consozio Lido Nazioni–, la Regione deve aiutarci emettendo ordinanza che permetta i balli in spiaggia anche nei Bagni e in più servono rinforzi, non ce la facciamo». Il punto è che le discoteche così come i locali più grandi «si sono organizzati con i vigilanti, con almeno 25 persone impegnate a mantenere l’ordine il sabato sera» mentre nei baretti più piccoli i ragazzi prendono da bere e poi si spostano in strada.



COSA SUCCEDE

Ma in queste condizioni non si riesce a capire bene dove il sistema va in tilt: vengono rispettati realmente i numeri all’interno dei locali? Chi deve occuparsi dell’esterno visto che anche quando le discoteche chiudono i battenti c’è caos fino al mattino? Il punto più critico resta sempre il viale Raffaello di Lido di Spina, dove si registrano gli assembramenti più importanti.

Come accade ormai da anni, si prende da bere e ci si piazza in mezzo alla via. Dopo una certa ora ci si sposta nelle discoteche o nei locali più grandi, dove dunque i gruppetti arrivano già abbastanza “su di giri”. E la situazione sfugge di mano. La chat degli operatori turistici è tornata ad essere bollente e tutti, anche se con modalità differenti, chiedono che vengano trovare soluzioni immediate. «I carabinieri sono troppo pochi, non ce la fanno a presidiare un territorio così vasto – spiega Callegarini di Confesercenti –, così come la municipale. Due o tre pattuglie a Lido Spina fanno poco o niente e il numero di persone che vogliono divertirsi è destinato a salire perché quasi nessuno andrà via in ferie quest’anno. Rischiamo davvero di trovarci tra qualche settimana a dover gestire situazioni impossibili e alla fine ci rimetteremo tutti». E c’è chi avanza la richiesta dell’esercito ai Lidi per maggiori controlli.



LA RICHIESTA

Intanto, in queste ore verrà preparata una lettera da inviare al prefetto chiedendo faccia da tramite anche con la Regione per dare appunto la possibilità ai Bagni di comportarsi come discoteche, anche se in realtà negli stabilimenti più grandi e fulcro del divertimento da decenni, il pienone si è già registrato anche negli ultimi fine settimana. «Lo sforzo da parte dei locali di far rispettare le regole c’è, mancano però i controlli a monte e questo non deve succedere».

«Da settimane continuiamo a chiedere che vengano autorizzati i balli all’aperto in spiaggia, che possono essere organizzati in tutta sicurezza e, certamente, costituiscono un deterrente rispetto ai rave party e ai “festini privati” organizzati in giro per il litorale. Oltre al danno economico per gli esercenti dei Lidi, questa situazione rischia di creare gravi problemi di sicurezza, sui quali la Regione deve assolutamente riferire». Il consigliere regionale Fabio Bergamini lascia trasparire tutta la sua irritazione per i ritardi della Regione.



PRESA DI POSIZIONE

«Ci avevano detto che i balli sulla spiaggia sarebbero ripresi – aggiunge il consigliere regionale leghista – per consentire al mondo del pubblico spettacolo, ed ai gestori delle balere e dei locali di intrattenimento, di poter svolgere in sicurezza e con regole chiare la loro attività. Voglio ribadire quanto espresso tempo fa in una mia risoluzione presentata in assemblea legislativa: il pubblico spettacolo è un elemento insostituibile per consentire forme di intrattenimento che siano veicolo di attrazione per le località turistiche, ed altresì un deterrente per forme di divertimento abusivo e problemi di ordine pubblico, come possono essere rave party e “festini” non autorizzati. La movida è un elemento di ricchezza per gli esercenti della costa, un veicolo di attrattività e un deterrente nei confronti di comportamenti sbagliati. Non capisco cosa aspetti la Regione a prendere decisioni che andavano prese da tempo!». —

a.b.

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