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Ferrara. Buco di mezzo milione nelle sue ex aziende a causa della ludopatia

Patteggia pena di un anno e mezzo per infedeltà patrimoniale. E le due società gli chiedono i danni in un’altra causa civile  

FERRARA. Quando le due aziende di cui era dirigente, la Tecno Estense e la GeoCostruzioni, si accorsero del buco, lui confessò subito «tutta colpa del mio vizio del gioco» e chi lo conosce ricorda che nei bar di via Bologna qui in città, era sempre davanti alle slotmachine. Non gli venne risparmiato il licenziamento e ieri (martedì 14 luglio) dopo 2 anni dai fatti, ecco il conto del tribunale.

Dirigente infedele


Thomas Baglioni, ferrarese, ha patteggiato la pena di 1 anno e 5 mesi per infedeltà patrimoniale, per aver gestito le due aziende in modo infedele, a favore di un altro imprenditore Renzo Cestari che lavorava per conto delle due ex aziende di Baglioni e che ha patteggiato in concorso con lui la stessa pena. Ad accusarlo erano i due dirigenti ferraresi delle rispettive ditte, Riccardo Capatti per Tecno Estense e Gianni Capatti per GeoCostruzioni, costituiti parte civile con l’avvocato Gianluigi Pieraccini. Avvocato che aveva, una dopo l’altra, conteggiato le fatture che lo stesso Baglioni aveva liquidato a Cestari, senza giustificativi: monte ore di lavoro gonfiate, esecuzione di lavori di pavimentazione o rifacimento tetti inesistenti, nel senso non eseguite dalla ditta di Cestari, e così via. I titolari delle due società si accorsero da un controllo di gestione di questa infedeltà nella gestione di Baglioni, con questi pagamenti, non dovuti, a beneficio di Cestari. Quindi la denuncia e l’inchiesta. Mentre proprio in quel momento di assoluta perdita di controllo, Baglioni sparì da Ferrara: venne denunciata la sua scomparsa dai familiari, per giorni e giorni, e poi venne ritrovato nel profondo Sud, a Lecce. Un momento difficile ma il suo problema come ammiseai titolari delle ditte per cui lavorava, era solo il vizio del gioco.

Inchiesta di pm e legale

L’inchiesta della procura (pm Barbara Cavallo) e le indagini del legale delle due aziende hanno portato al processo di ieri: dove il giudice Carlo Negri ha accolto il patteggiamento a un anno e 5 mesi (rifiutato in primis perché la pena di un anno era troppo bassa) ma nella sentenza non ha precisato l’entità dei rimborsi: il legale TecnoEstense e GeoCostruzioni annuncia che attiverà una causa civile per il risarcimento. –

Daniele Predieri

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