Processi bloccati, Ferraresi: a Ferrara organico migliore di altri

Il sottosegretario alla giustizia: "I dati riportati dal procuratore non corrispondono"

FERRARA. «I dati riportati non corrispondono allo stato attuale delle cose». Lo dice il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, in una nota dove risponde alla conferenza stampa di ieri del procuratore di Ferrara Andrea Garau, che ha lanciato un allarme per la carenza d'organico, annunciando il blocco di alcuni procedimenti. «È comunque opportuno puntualizzare le informazioni riportate - dice il sottosegretario - precisando da subito come ad oggi i dipendenti della Procura siano 24 rispetto a una pianta organica di 29 unità, di modo che la scopertura è del 17,24%, molto inferiore alla media nazionale (25,21%). Spiace sottolineare, a fronte dei toni assunti nella conferenza stampa, come, ad un esame comparativo, le criticità lamentate dal dottor Garau, sicuramente significative, appaiano inferiori a quelle di molti altri Uffici emiliano-romagnoli. L'organico della Procura di Ferrara risulta, dopo quello della procura di Piacenza, il migliore in Regione».

Inoltre «nel recentissimo decreto ministeriale di rimodulazione delle piante organiche è stata prevista una unità in più (e analogamente è stato fatto per il Tribunale cittadino) come avevo promesso al Procuratore nella mia visita, (anche se le procedure richiedono i tempi necessari visto che nessuno ha la bacchetta magica come avevo già avuto modo di spiegare), che sarà coperta, al pari dell'unica altra vacanza in quel profilo professionale, nell'ambito dell'assunzione di ulteriori 500 assistenti giudiziari disposta con provvedimento del 16 luglio scorso. Decisione questa già presa dagli uffici del Ministero prima dell'uscita dell'articolo in questione». Le rilevanti difficoltà, prosegue Ferraresi «sono purtroppo comuni agli altri Uffici della Regione e di tutto il territorio nazionale e, come visto, in via di superamento grazie ad una precisa e fortissima volontà politica. In questi giorni difficili di riapertura dopo i drammi del Covid, occorre ispirarsi alle gestioni virtuose delle pur limitate risorse umane oggi presenti portate avanti, senza clamori mediatici, da altri Uffici».