Migliarino, bimbo annegato: mamma e fratelli in tribunale

Sono tanti i particolari ancora da chiarire sulla morte in piscina del piccolo Maxsi. Il perito ha chiesto 90 giorni di tempo per l’esito, funerali la prossima settimana

MIGLIARINO. Una giornata molto difficile quella di ieri per i genitori del piccolo Maximiliano Grandi, il bimbo di 4 anni morto domenica nell’acqua della piscina dell’agriturismo Cà Laura di Bosco Mesola. Alle 10.30 è iniziata l’autopsia sul corpo del piccolino e i medici legali dovranno rispondere ad un quesito tanto semplice nella formula quanto complesso nel contenuto: come è morto “Maxsi”? Si sarebbe potuto in qualche modo salvare con un intervento tempestivo? Durissima anche la situazione che deve affrontare il titolare della Cà Laura, Gabriele Mantovani. L’incarico è stato affidato al medico legale Raffaella Marino, la famiglia Grandi ha nominato il dottor Matteo Tudini come consulente di parte, mentre Mantovani si è affidato al dottor Francesco Maria Avato. Il perito ha chiesto non 60 ma 90 giorni come termine. Il papà del piccolo Maxsi, Erik Grandi, è rappresentato dall’avvocato Gian Luigi Pieraccini, mentre la mamma, Veronica Romanelli, si è affidata all’avvocato Gianni Ricciuti e Gabriele Mantovani è difeso dall’avvocato Mirca Ferrari.

Tragedia a Bosco Mesola, i rilievi degli inquirenti



«VUOLE AIUTARE LE INDAGINI»

Veronica Romanelli è arrivata ieri alle 9.15 in tribunale a Ferrara accompagnata dai suoi tre figli, che non l’hanno mai lasciata sola e che quel maledetto pomeriggio di domenica sono stati tra i primi ad arrivare a Cà Laura. Tre ragazzi ormai adulti, perfettamente consapevoli della tragedia e del dolore che stanno vivendo i loro genitori. «C’è voluta essere – ha precisato l’avvocato Ricciuti –, vuole seguire ogni fase, vuole rispondere ad ogni domanda e cercare di essere vigile per poter dare tutto l’aiuto che serve nella ricostruzione di quanto accaduto. Sarà dura affrontare il giorno dell’ultimo saluto, realizzare fino in fondo che quel figlio non potrà più tornare». Uno strazio. Quello di una mamma che «si è girata un attimo e il bimbo non c’era più» e quello di un papà che a casa in una domenica d’estate ha ricevuto la telefonata. La donna alle 9.30 è entrata nell’ufficio del pm Stefano Longhi che l’ha incontrata. Per Mantovani era presente l’avvocato Ferrari, lui ha preferito non esserci. L’incontro è durato poco più di un’ora.



REBUS DA RISOLVERE

Gli inquirenti dovranno ricostruire minuto per minuto, anche con l’aiuto dell’esito dell’autopsia, tutto quello che è successo in quella piscina e solo dopo verranno chiarite le posizioni della mamma e del titolare della Cà Laura. Il corpo del bambino, salvo i medici legali abbiano bisogno di più tempo, dovrebbe essere restituito alla famiglia nelle prossime ore ma per l’esito dell’autopsia il termine è di tre mesi. La data dei funerali è ancora da fissare, presumibilmente sarà nei primi giorni della prossima settimana a Migliarino ed il sindaco Fabio Tosi proclamerà per quel giorno il lutto cittadino. —

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