San Giovanni di Ostellato, cede l’argine del Navigabile: l’acqua nei campi

La falla di tre metri lungo il canale causata dalle tane delle nutrie. Danni più contenuti rispetto al precedente di un anno fa

San Giovanni di Ostellato, cede l'argine del Navigabile: l'acqua nei campi

SAN GIOVANNI. A un anno dall’ultima rottura, sebbene stavolta l’entità della ferita sia risultata decisamente più lieve, sabato mattina (18 luglio) l’argine del canale Navigabile ha ceduto ancora. Acqua e altra acqua, espulsa dal suo alveo naturale e arrivata a invadere i terreni circostanti. Una nemesi, a testimoniare l’urgenza di porre mano a una manutenzione adeguata e costante del patrimonio idraulico.

Circa tre metri di falla, nella zona di San Giovanni, quasi al confine tra i territori comunali di Ostellato e Comacchio, a un centinaio di metri dalla conca di Valle Lepri. Il tratto di canale, parte integrante dell’Idrovia Ferrarese, è quello costeggiato dalla strada provinciale numero 1, la via Lidi Ferraresi. Qui è l’argine destro ad aver visto frantumato le sue difese: una barriera che dimostra la sua fragilità, messa a dura prova dall’attività delle nutrie, sfavorevoli “sgranocchiatrici” dei terreni.



INTERVENTO D'EMERGENZA

Immediati gli interventi per porre rimedio alla falla, con Consorzio di Bonifica e Regione in campo. Dopo un primo sopralluogo, con un grosso escavatore è stato creato un varco nella vegetazione, molto fitta nell’area in questione: via rovi e cespugli, percorso aperto con l’obiettivo di mettere una “pezza” alla grossa fuoriuscita d’acqua, che per fortuna non ha invaso abitazioni, distanti dal punto critico. Prese di mira, invece, campagne e terreni coltivati. «Dovremo ricostruire l’argine – spiegava ieri pomeriggio il tecnico della Regione Claudio Miccoli, responsabile del Servizio Area Reno e Po di Volano – prima di tutto allestendo un arginello difensivo verso il corso d’acqua, che abbiamo già provveduto ad abbassare di 40 centimetri, chiudendo tutti gli apporti e aprendo le paratoie di valle. Questo ci permetterà di lavorare meglio».



PROBLEMA NUTRIE

Sulle cause della rottura, nel mirino ci sono proprio le nutrie. «È in corrispondenza delle loro tane – sostiene Miccoli – che si verificano i cedimenti. Sono state censite 700mila nutrie nella provincia di Ferrara, è un problema che ci sta affliggendo da parecchio tempo e la giunta regionale ha preso coscienza che servono interventi manutentivi radicali: tra l’altro – aggiunge Miccoli –, sono opere ad alta redditività in quanto i danni prodotti quando succedono eventi come questo sono 20 volte superiori rispetto al costo degli interventi di prevenzione».

IL PRECEDENTE

Come detto, i danni stimati per la rottura dell’argine di ieri sono considerevolmente inferiori rispetto a quelli riportati a seguito della falla del 27 luglio 2019. In quella circostanza a cedere furono circa 15 metri dell’argine sinistro del canale Navigabile all’altezza di Ostellato, vicino al ponte della Ferrara-Mare. L’acqua si riversò nelle campagne della frazione di Campolungo, fino al territorio di Migliarino. I lavori d’emergenza durarono un paio di giorni, poi il ripristino a fine agosto. —

Fabio Terminali

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