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Ferrara, col via libera agli sport di contatto tornano “legali” le partite fra amici

Esultano gli appassionati di calcio e calcetto, a Porotto si pensa al torneo, anche l’Opes vuole ripartire

FERRARA. Felici, ma prudenti. Tutti gli appassionati di “sport di contatto” hanno esultato per l’ordinanza del presidente Stefano Bonaccini, che, da ieri, ha dato il via libera a queste discipline in Emilia-Romagna, pur nel rispetto dei protocolli emanati dalle Federazioni e dagli enti di promozione. Protocolli che significano vincoli, precauzioni, norme anti-covid da rispettare. Ma prevale quel senso di libertà che solo correre dietro a un pallone può plasticamente rappresentare.

I TEST


Non mancano i dubbi, come quel “consigliato” alla voce test sierologici, cui le società sportive dovrebbero far sottoporre i propri tesserati nelle 72 ore antecedenti l’impegno sportivo: si tratta di un costo aggiuntivo che in pochi sembrano disposti a sobbarcarsi o a imporre ai propri atleti non professionisti. Ma prevale l’ulteriore segnale di ripartenza. Diciamo la verità: qualche partitella “clandestina” è stata giocata anche prima del via libera, oppure, per legalizzarla, era sufficiente attraversare il Po, visto che il Veneto aveva anticipato il provvedimento.

OPES E “NOVI”

Ora che si può anche sulla sponda destra del grande fiume, c’è già chi si rimette in moto. È il caso dell’Opes, ente di promozione dedicato al calcetto: «Con le squadre - riferisce Federico Pironi - ho tenuto costantemente i contatti per gli aggiornamenti. Il campionato è impossibile portarlo a termine, si è fermato il 23 febbraio, ma un torneo estivo si potrebbe fare: vediamo, in agosto non è facile. Ho sentito un dirigente della X Martiri, pare che riescano a organizzare il tradizionale “Novi” di Porotto, anche la Superlega potrebbe riuscire a riproporre i tornei a Tresigallo e Poggio Renatico».

«Di manifestazioni ufficiali ed eventi ancora non se ne parla - premette il presidente provinciale dell’Uisp Ferrara, Enrico Balestra - qualche forma di torneo amichevole, a porte chiuse, si può fare. Dovremo adeguare i nostri protocolli, a cascata con quelli delle Federazioni, spero a breve. Si apre una porta, è un momento importante: la gente giocava nei parchi, se si è in un impianto con qualcuno che controlla e può sanificarlo, è meglio».

ANCHE LA BOXE

Non solo pallone, a 5, 7 o 11 giocatori. Gli sport da contatto sono tanti. Ma se i playground del basket nel Ferrarese hanno già dato forfait, da tempo è confermata la riunione di boxe al motovelodromo il 30 luglio, con il Memorial Carlos Duran: «È stata una scommessa sin dall’inizio - ammette Massimiliano Duran, l’organizzatore -, ma avevo “scavalcato” la Regione: la manifestazione è d’interesse nazionale, la Federazione aveva già dato il permesso. Però mi fa piacere che sia arrivato il via libera, se si vuole provare a ripartire, in sicurezza, bisogna farlo. Per il pugilato siamo i primi in Italia a offrire un evento, quindi abbiamo un po’ l’attenzione di tutto il movimento». —