Ferrara, detenuto-attore evaso inguaia il Teatro Nucleo

Sotto processo il regista che l’aveva in custodia: è accusato di non averlo controllato fuori dal carcere. Udienza a settembre

FERRARA. Dal punto di vista penale la sua è la “colpa del custode”, moralmente invece è quella di essersi fidato di lui. Ora Davide Della Chiara, regista del Teatro Nucleo, è sotto processo per l’evasione di Edin Ticic, detto “Il lupo”, 47 anni.

LA COLPA DEL CUSTODE


Il reato che gli contesta la procura e chiede di processarlo è appunto la “colpa del custode” per non aver controllato e vigilato “Il lupo”, attore-detenuto del carcere dell’Arginone, mattatore e uomo simbolo della compagnia del Teatro in carcere. Il 4 agosto di due anni fa “Il lupo” era in permesso premio in uscita dall’istituto Arginone per partecipare alle prove del Teatro Nucleo, a Pontelagoscuro. Avrebbe dovuto rientrare quella domenica pomeriggio ma all’ufficio Matricola non si è più visto. Della Chiara ne aveva la responsabilità della sorveglianza, ma “Il lupo” riuscì ad ingannare tutti durante le prove di quella domenica: disse che tornava in carcere, lo fece mandando un messaggio sms a Della Chiara, circostanza strana, poiché Il Lupo non avrebbe mai potuto avere un cellulare: doveva tornare alle 14. 30 in cella, l’allarme della fuga scattò diverse ore dopo, il tempo necessario per Ticic di prendere un treno e sparire. Ticic dopo la denuncia per evasione restò latitante a lungo: venne arrestato a Milano dopo quasi otto mesi di latitanza nel Quartiere Trecca, dove gli agenti della polizia penitenziaria lo fermarono, incastrato da una telefonata alla madre, grazie alle indagini della procura che coordinò gli accertamenti della Polizia penitenziaria di Ferrara e di Milano.

LUPO GIA' CONDANNATO

Subito dopo l’arresto, Ticic venne condannato per evasione e possesso di documenti falsi ad altri anni di carcere: se non fosse evaso, il suo fine pena sarebbe scattato nel 2023, ora è dilatato al 2026. Ma i suoi guai, purtroppo, ora sono stati trasferiti al Teatro Nucleo, a Della Chiara. Guai giudiziari ma che hanno un peso morale e umano. Che Horacio Czertok, fondatore del Teatro Nucleo dispiaciuto e addolorato sintetizzava così alla Nuova: «Per me, per tutti noi è un tradimento da parte di una persona con la quale c’era un rapporto speciale, è raro che noi ci prendiamo una responsabilità così alta, accogliere un detenuto in permesso premio». Ora restano i guai giudiziari per il collega-regista Davide Della Chiara che all’udienza del 22 settembre davanti al gip Carlo Negri spiegherà tutto questo. Il suo legale è deciso: «Ritengo vi siano nel fascicolo gli elementi per valutare l’estraneità del mio assistito». –

Daniele Predieri

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