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Ferrara, uccisa e bruciata nella golena: ancora ergastolo per omicidio

Dopo sette processi, ieri la conferma del carcere a vita per uno degli assassini. La difesa: «condannata ancora una persona innocente, ricorso in Cassazione»

FERRARA. Ancora ergastolo per aver ucciso o aiutato a farlo e comunque concorso all’omicidio di Paula Burci, una ragazza di 19 anni, rumena, che abitava a Ferrara dove si vendeva in strada come prostituta, uccisa 12 anni fa perché non voleva più farlo. Sergio Benazzo, idraulico, originario di Villadose nel Rodigino, è stato condannato di nuovo all’ergastolo, ieri dalla Corte d’assise d’appello di Venezia, in un processo infinito.

LA SETTIMA CORTE


Processo ormai finito davanti alla settima corte di giudici, tra Ferrara e Rovigo, Bologna e Venezia e Roma, chiamati a pronunciarsi su uno dei fatti di sangue più brutali per come venne eseguito l’omicidio e controversi per le reali responsabilità degli assassini, alcuni di questi mai scoperti. Controversi perché lo stesso procuratore generale al processo chiuso ieri pomeriggio aveva chiesto l’assoluzione per Benazzo: invece. Invece, ancora ergastolo, tra l’altro già confermato all’altra assassina, la ex compagna di Benazzo, Gianina Pistroescu, condannata in via definitiva per la morte di Paula. Una sentenza quella di ieri per cui l’avvocato Francesca Martinolli, difensore di Benazzo, annuncia l’ennesimo ricorso in Cassazione: «Perché – spiega incredibilmente i giudici hanno sostanzialmente disatteso quanto stabilito dalla Cassazione (che aveva rilevato assenza di riscontri per Benazzo, ndr) mentre per ben due volte i procuratori generali avevano chiesto l’assoluzione (anche nel primo appello di due anni fa, la procura aveva scagionato Benazzo, ndr). Ribadisco – chiudeva ieri il legale – ciò che sostengo da anni, in questo caso è stato confermato l’ergastolo nei confronti di una persona innocente».

La storia giudiziaria di questo processo, tuttavia, non ha tanti precedenti: 12 anni di indagini e processi, prima a Ferrara, dove procura e carabinieri e polizia individuarono come co-autori della morte di Paula, Benazzo e la Pistroescu, che insieme sfruttavano Paula per venderla sulle strade di Ferrara e del Rodigino. Poi – secondo i riscontri giudiziari – la uccisero assieme ad un altra banda di sfruttatori cui avevano ceduto la ragazza per debiti, perché Paula voleva riscattarsi, uscire dalla prostituzione e denunciare tutti: per questo venne uccisa e il suo corpo ritrovato nel marzo 2008 bruciato nella golena del Po a Zocca di Ro nel Ferrarese.

RIPOSA ANCORA A FERRARA

Ma i processi legati alla competenza territoriale di Ferrara vennero cancellati, nonostante si fosse già arrivati in Cassazione con l’ergastolo per i due. Tutto annullato, da rifare. E spostare il processo a Rovigo: da qui la trafila, ergastoli in primo grado, appello e Cassazione confermata solo per la Pistroescu che rimandò all’appello bis, quello di ieri, per un altro processo.

Dunque, ci sarà un altro processo, in Cassazione, l’ottavo in 12 anni: per la morte di Paula Burci che ancora oggi riposa nel cimitero degli indigenti di Mizzana a Ferrara. –

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