«Cinque impegnative urgenti, ma non riesco a fare l’esame»

Ferrara, malata di colite ulcerosa da settimane sta cercando di prenotare al Cup e a Cona. «Nel frattempo i sintomi diventano sempre più pesanti»

FERRARA. È immunodepressa e afflitta da una malattia autoimmune, la protagonista della denuncia, non la prima, sulle difficoltà ad ottenere prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli. La donna, affetta da colite ulcerosa, racconta un percorso durato due mesi per... non riuscire a prenotare in tempi ragionevoli indagini cliniche collegate appunto al riacutizzarsi della sua malattia; il tutto a partire da inizio giugno, nella fase di uscita dall’emergenza Covid, quella del progressivo ritorno alla normalità delle prestazioni.

Alla ricomparsa «dei ben noti sintomi», comincia il racconto della donna, si è partiti con l’impegnativa del medico curante «di tipo breve, quella che per legge assicura che la prestazione richiesta sia effettuata entro 10 giorni dalla richiesta». La signora ne ha parlato anzitutto con il servizio di prenotazioni online Cupweb, «non ci sono disponibilità nel periodo richiesto in tutto il territorio provinciale». Il farmacista di fiducia ha confermato questa situazione, consigliandole di sentire direttamente dal centro servizi dell’Asl. L’operatrice del Cup, molto dispiaciuta, non ha potuto far altro che ribadire l’assenza di qualsiasi disponibilità, fornendo però il numero di telefono diretto dell’ambulatorio endoscopico dell’ospedale, preposto a tenere le prestazioni urgenti.


Altro giro di speranza, ma anche il responsabile delle prestazioni urgenti dell’ambulatorio endoscopico risponde con l’ormai consueto «mi dispiace, siamo pieni», «ma la legge non garantisce che la prestazione sia effettuata entro 10 giorno?», «è vero - la risposta - ma noi non abbiamo sufficienti strutture per soddisfare queste richieste. Perché non si rivolge all’Urp?». Telefonata a vuoto e nuovo giro dal medico curante, che rilascia una nuova impegnativa urgente e suggerisce di provare alla casa di cura convenzionata di Santa Maria Maddalena. Lì si apre uno spiraglio, con un appuntamento... a 60 giorni: preso, non si sa mai.

Al Cup salta fuori anche una data per ottobre, poi però i sintomi diventano «sempre più pesanti e invalidanti, tali da costringermi anche ad assentarmi dal lavoro», e la donna va al pronto soccorso: appuntamento urgente con il servizio di Gastroenterologia ospedaliera, forse è fatta. Ma dopo la visita arriva solo la quinta impegnativa urgente, e l’assicurazione, nonostante i racconti dei precedenti, che sarebbe stata evasa. Come non detto, il Centro servizi dell’ospedale conferma «non abbiamo niente».

«Ne ho voluto parlare perché non credo di essere da sola in questa situazione, e non lo trovo giusto» conclude la donna. —

s.c.

© RIPRODUZIONE RISERVATA