Contenuto riservato agli abbonati

Vigarano Mainarda, la crisi in Comune resta una possibilità

Faccia a faccia nella maggioranza con i segretari Pd e Psi, ma tre ore di riunione non sciolgono i nodi. Nel centrosinistra gli attacchi al sindaco non sono terminati

VIGARANO MAINARDA. Fumata grigia. È il risultato, dopo tre ore e mezzo di dibattito della riunione di ieri nella sede del Pd di Vigarano Mainarda, organizzata per cercare di raffreddare le tensioni in corso tra il sindaco Barbara Paron, parte della giunta e del gruppo di maggioranza.

Al termine nessuna dichiarazione ufficiale dei segretari provinciali del Pd, Nicola Minarelli, e del Psi, Davide Stabellini. Sui loro volti traspariva però un moderato ottimismo a testimoniare che, se non tutti, diversi punti di frizione si erano attenuati.


Dieci mesi alle elezioni. Nell’incontro si è puntato il dito sul fatto che far cadere il sindaco avrebbe un doppio effetto deleterio per il centrosinistra in quanto mancano dieci mesi alle elezioni e, inoltre, che a settembre andrà alle urne anche Bondeno: non sarebbe un bel biglietto da visita se l’unico comune governato dal centrosinistra nell’Alto ferrarese sfiduciasse il sindaco. Inoltre la Paron è anche presidente della Provincia, incarico da cui decadrebbe, nel momento in cui i numeri uno delle province sono stati nominati commissari per l’emergenza Covid in vista della riapertura delle scuole e, al momento, sono in corso tutte le conferenze di servizio.

Tuttavia non tutto è stato appianato, anche se la diplomazia, in queste ore, sta lavorando per cercare di riportare totale serenità e unità di intenti. L’impressione è che più del discorso politico sia difficile sanare i rapporti interpersonali giunti da tempo ai ferri corti. Tutto è partito dal rimpasto in giunta di un paio d’anni fa quando a FlavioTagliani è stata affidata la delega di vicesindaco; vennero nominati anche nuovi assessori, all’epoca qualche speranza andata delusa ha creato i primi malumori che poi, nel tempo, si sono sempre più accentuati, fino ad arrivare alla situazione attuale.

Alla Paron si rimprovera la mancata tempestiva informazione sul caso Zaniboni (e non Guidoboni come scritto ieri), relativo ad una domanda di contributi per la ricostruzione post terremoto, e più in generale sul fatto che non sempre il sindaco tenga aggiornata la sua maggioranza. Di ciò si è lamentato anche il direttivo del circolo Pd vigaranese.

Dopo due ore di riunione dall’incontro è uscita Elena Zoboli, assessore in quota socialista e tra i dissidenti, il che ha fatto pensare ad una rottura. Ma al termine del faccia a faccia è stato chiarito che l’allontanamento era dovuto ad un impegno assunto in precedenza. Sicuramente dopo l’incontro il numero dei dissidenti si è ridotto, anche se qualcuno ha ancora molte remore.

L’appuntamento decisivo. Il giorno della verità è fissato per martedì: il consiglio comunale è convocato per l’approvazione del bilancio consuntivo. Al momento non è escluso con certezza che qualcuno della maggioranza si schieri con la minoranza per votare la sfiducia al sindaco.

Anche senza arrivare a tanto, resta tuttavia plausibile l’ipotesi che membro del gruppo possa presentare le proprie dimissioni. Anche in questo caso la crisi sarebbe aperta perché non ci sono più consiglieri non eletti da cui attingere per coprire i vuoti. —

GIULIANO BARBIERI. © RIPRODUZIONE RISERVATA.