Bondeno, stroncato dal male a 24 anni: «Era il nostro eroe gentile»

Affetto fin da piccolo da una rara patologia, inutile l’ultima disperata operazione. Tanta gente in duomo per il funerale. Il ricordo: «Faceva sempre coraggio a tutti»

Bondeno piange Andrea, morto di malattia a 24 anni

BONDENO. Aveva tanto coraggio e un bel sorriso, Andrea Boccafo-gli. Un sorriso che non lo ha mai abbandonato, sfoderato anche di fronte alle sfide più dure,  fino  all’ultimo.   Pure  quando se ne stava per anda-re e ha fatto un gesto al padre come per dire «tutto ok».Il ragazzo si è spento ad ap-pena 24 anni – ne avrebbe compiuti 25 in ottobre – per le conseguenze di una rara patologia sofferta sin dalla più tenera età. Tanti tentati-vi di cura, poi una ricaduta fa-tale. Non è stato possibile re-stituirgli la speranza, nem-meno dopo un intervento chi-rurgico in un ospedale di ec-cellenza come quello di Pado-va, che non ha cambiato l’esi-to di questa triste storia.

UNA FAMIGLIA STIMATA

I funerali sono stati celebrati ieri pomeriggio in duomo da don Andrea Pesci. Chiesa gre-mita per una cerimonia a cui hanno preso parte tanti ami-ci. «Era un ragazzo stupen-do, sempre umile», dicono gli ex compagni del liceo arti-stico di Castelmassa. Si era-no persi un po’ di vista tra lo-ro, ma ieri non potevano pro-prio mancare.Tanti anche i conoscenti della famiglia di Andrea. Ori-ginaria di Ospitale, per quel che riguarda il padre Alessan-dro, che era nato nella locali-tà di Bondeno assieme alla so-rella Speranza e al fratello Mi-chele, in passato presidente della Pro Loco. La madre An-tonia, invece, lavora come operatrice   sociosanitaria  all’interno di una Rsa. Perso-ne stimate all’interno della lo-ro comunità e per un certo pe-riodo avevano abitato nella frazione   di   Settepolesini,  quando Andrea era un bam-bino. Cresciuto con le passio-ni della Formula 1 e del cal-cio: la Ferrari e la Juventus le sue due grandi bandiere. Poi i suoi interessi si erano indi-rizzati   verso   l’informatica:  aveva frequentato corsi da grafico e sviluppatore di siti internet.Al suo fianco, oltre a mam-ma e papà, distrutti dal dolo-re immenso di queste ore, c’è sempre stato il fratello Stefa-no, che adesso confida: «Era sempre pronto ad aiutarmi, anche prima che io dicessi di cosa avevo bisogno. E confor-tava sempre tutti».

GRAN VOGLIA DI LOTTARE

«Nel corso della sua breve vi-ta – ha detto don Pesci duran-te l’omelia, dopo aver letto un brano delle Beatitudini – Andrea ha dato tutto di sé, ac-cogliendo i doni ricevuti e mettendoli a frutto».Tra sue le grandi capacità c’era   quella   c’era   proprio  quella di infondere coraggio negli altri, proprio lui che ha sofferto così tanto. «Per me era come un fratello – raccon-ta il cugino Luca, molto emo-zionato –, su di lui sapevo sempre di poter contare. Ha sempre vuoto un animo buo-no e gentile». C’è una defini-zione che corre di bocca in bocca, tra i singhiozzi, le la-crime trattenute a stento e quelle   lasciate   andare:  “eroe”. «Sì, è stato il nostro eroe – spiega una zia del 24enne – con il suo sorriso che ci illuminava le giornate e che ci dava tante soddisfa-zioni. Davvero un esempio per tutti: sempre una gran vo-glia di lottare, di non darsi mai per vinto». Una volta terminata la ceri-monia funebre, la salma del giovane bondenese è stata tu-mulata nel cimitero cittadi-no, in un ultimo viaggio nel quale ad accompagnare An-drea c’era tutto il cuore e l’af-fetto dei parenti e degli amici di sempre.