La paziente coi pidocchi Il Sant’Anna si scusa «Ma qui igiene garantita»

«Perché durante il ricovero al Sant’Anna mia mamma ha dovuto essere trattata per i pidocchi? ». La domanda l’ha rivolta all’ospedale, tramite la “Nuova”, la figlia della paziente ottantunenne «che è stata ricoverata in “Chirurgia 2” l’11 giugno scorso, trasferita in Oncologia il 20 giugno e da qui dimessa l’8 luglio - ricostruisce il Sant’Anna - Durante la degenza chirurgica non è stata evidenziata la presenza di pediculosi» riscontrata successivamente «nel reparto di Oncologia».

Il personale della Chirurgia, prosegue l’ospedale, «nella documentazione clinico-assistenziale» non ha riferito «la presenza di pediculosi del cuoio capelluto».


La segnalazione, conferma il Sant’Anna, è arrivata il 26 giugno dalla figlia, quando la paziente si trovava già in Oncologia, diagnosi poi confermata dalla consulenza dermatologica che ha anche indicato il tipo di trattamento. La collocazione della paziente in stanza singola si è resa necessaria «per limitare la diffusione (del parassita, ndr), come prevede la prassi indicata dall’ufficio epidemiologico in caso di pediculosi». Il Sant’Anna sottolinea che «è prassi di ogni reparto che ad ogni dimissione di un paziente il personale dell’unità operativa cambi sia il materasso che i cuscini e che l’unità letto venga sottoposta a sanificazione. Ogni giorno la stanza, il bagno ed ogni locale del reparto, vengono adeguatamente puliti dal personale addetto alle pulizie. Tutto questo soprattutto anche in virtù della recente emergenza sanitaria». La signora è stata sottoposta «a cure igieniche quotidiane, unitamente al cambio della biancheria nonché al rifacimento del letto». Il personale dell’Oncologia «si scusa» per aver prospettato l’ipotesi che la paziente dovesse essere rasata completamente.

«Questa parassitosi non è tipica delle persone con scarsa igiene - conclude l’ospedale - Dal deposito delle uova da parte di pidocchi adulti alla schiusa delle lendini possono trascorrere da 7 a 15 giorni, non si può escludere (in assenza di sintomi non è stato verificato) che le lendini potessero essere già presenti all’ingresso della paziente in ospedale». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA