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Ferrara, via ai saldi ma non per tutti: «Troppo invenduto a causa del Covid Niente maxi-sconti»

Da ieri sono spuntati i primi cartelli con le promozioni in tutta la città. Ma qualche negozio “obietta”: dobbiamo recuperare dal lockdown 

FERRARA. Sono i saldi del dopo lockdown, e in alcuni negozi a Ferrara non partiranno nemmeno: «Non ce li possiamo permettere», il coro registrato nella mattina di ieri. E dire che Regione Emilia Romagna e quindi Ferrara non sono tra le prime a promuovere la stagione dei saldi anticipata rispetto altre parti d’Italia.

PRIMI CARTELLI


Ma ieri, 1 agosto data ufficiale dell’iniziativa, molte vetrine dei negozi hanno sì esposto i cartelli con l’annuncio degli sconti, anche se non con la stessa diffusione degli anni scorsi quando era veramente tutto in saldo e soprattutto non con lo stesso entusiasmo. «Quest’anno i saldi proprio non ci volevano», sostengono alcuni commercianti «perché abbiamo ancora tanti capi da vendere e non “da svendere”; proviamo comunque a restare nei limiti ed a recuperare il possibile». Infatti se in alcuni casi si arriva anche ad un 50%, in altri non c’è alcuna comunicazione, cioè nel 2020, «non si fanno saldi», non ci sono capi fine serie, almeno per questa estate.

Non uno, non due ma sono diversi gli esercenti che hanno deciso di procedere in questo modo e la risposta è una sola, uguale per tutti loro: «Non ce lo possiamo permettere! ». Colpa del blocco dovuto al coronavirus, che ha tenuto chiuse diverse attività, in particolare quelle del settore abbigliamento, scarpe ed affini per diversi mesi.

Colpa anche della crisi economica che di conseguenza ha penalizzato negozianti ma anche i cittadini, molti dei quali erano stati sospesi dal lavoro ed in cassa integrazione; insomma le motivazioni ci sono e persino giustificate. «Dobbiamo cercare di recuperare – è il coro unanime – confidando nella nostra clientela che magari ha aspettato il momento dei saldi, ha sperato nell’affare e poi vedendo che sono saltati ha comunque deciso di venire ugualmente a trovarci».

Qualche volta nonostante la mancanza delle offerte, entrando nel negozio come ad esempio da Charget (abbigliamento solo donna) che «non se lo può permettere» come ha dichiarato la stessa commessa, c’è in fondo al negozio uno spazio con gli abiti a 8 euro e le magliette a 5 euro, ma sono pochi capi e non sono certo gli ultimi arrivi. E tra chi ha fatto scelte simili ci sono ad esempio anche Stellazeta di via San Romano e Tezenis di via Canonica.

La speranza è di poter comunque fare qualche buon acquisto e che per i prossimi saldi la situazione migliori. —

Margherita Goberti

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