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Duomo di Ferrara, la svolta nel restauro: il primo pilastro è risanato

I tecnici della “Leonardo” al lavoro nella complessa opera di ristrutturazione. Ne mancano sette, ma trovata la soluzione per rinforzare le strutture portanti

FERRARA. «Adesso, dopo aver quasi ultimato il risanamento del primo pilastro all’interno del duomo di Ferrara, possiamo dire che vediamo un po’ la luce in fondo al tunnel».

L’affermazione di Francesco Geminiani - legale rappresentante della ditta “Leonardo”, incaricata del complesso lavoro di restauro all’interno della cattedrale, sintetizza lo stato dei lavori iniziati lo scorso 8 giugno per arrivare ad un messa in sicurezza del duomo e ad una sua apertura che a questo punto, pur ancora con tante incognite, è arrivata ad una prima importate svolta.


I lavoro di restauro

«Abbiamo riscontrato - spiega Geminiani - i problemi che c’erano nel primo pilastro e provveduto a rinforzare la struttura anche alla base. Un primo importante passo è stato quindi compiuto. Come giustamente hanno segnalato i tecnici della Regione, è necessario effettuare il lavoro su un pilastro alla volta, i tempi in questo modo si allungano ma c’è maggiore sicurezza. Siamo quindi in grado di partire per il restauro del secondo pilastro e parliamo dell’altra struttura più vicina all’ingresso della cattedrale».

I problemi strutturali

Il problema riscontrato dai tecnici sono infatti le lesioni che il terremoto del 2012 ha creato proprio agli otto pilastri che dividono le navate interne delle cattedrale. Pilastri costruiti nel Settecento che dovevano rafforzare le antiche colonne originali, ma che in realtà hanno creato meno elasticità in caso di terremoto, rendendo la struttura così più vulnerabile in presenza di attività sismica. Un lavoro complesso, ma che dopo un anno di stop pare sia arrivata l’accelerata per un’apertura del massimo tempio cittadini in tempi meno lunghi del previsto, visto che la cattedrale è stata dichiarata inagibile l’ultima volta all’inizio dello scorso anno e l’ultima funzione religiosa si è tenuta il 3 marzo 2019.

Ne mancano sette

Dopo il compimento dei lavori al primo pilastro ne rimangono ora sette, ma sul secondo c’è già anche l’autorizzazione ad intervenire in tempi brevi. Un metodo di lavoro che non si discosterà molto per gli altri pilastri visto che il primo era considerato quello messo peggio e più lesionato dalle forti scosse di terremoto del 2012. Nonostante la buona notizia di una prima importante tappa raggiunta, non si conoscono però ancora i tempi per una ritorno della vita liturgica all’interno della cattedrale di Ferrara. —