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La campagna diventa salvagente del lavoro: si riparte dal pomodoro

La produzione nel Basso Ferrarese è decollata grazie alla richiesta già nel periodo Covid. Conserve Italia a Pomposa assume stagionali ormai al massimo

Il pomodoro dai campi a Conserve Italia: così si lavora

POMPOSA. «Fino adesso sta andando benissimo». Dopo mesi incertezze, preoccupazioni, chiusure e riaperture la speranza, seguita a ruota dalla prudenza, tornano a bussare allo stabilimento di Conserve Italia di Pomposa di Codigoro, uno dei più grandi e importanti del nostro Paese.


La raccolta
La campagna del pomodoro è in questi giorni entrata nel vivo e se è vero che manca ancora un mese, quello più duro e difficile, al momento lo stabilimento di Pomposa vede arrivare 170 autotreni carichi di prodotto ogni giorno, per un totale di 4.400 tonnellate di pomodori che vengono lavorati a ciclo continuo per un programma di produzione pari a 200mila tonnellate (+25% rispetto al 2019).
«Stiamo tirando un sospiro di sollievo – dice il direttore dello stabilimento di Pomposa Antonello Chessa –, ma il percorso è lungo e stiamo affrontando il momento più difficile. La normativa anticovid, le misure che applichiamo alla lettera e anche di più perché la paura è grande e una squadra di 1.250 persone portano ad andare avanti sì spediti ma con la massima prudenza».
Numeri pieni per gli stagionali, che ruotano su tre turni. «Il picco massimo lo avremo tra qualche giorno, quando andremo ad assumere altre persone sia per la campagna del pomodoro che per quella della frutta sciroppata.


L’organizzazione
Tre turni dunque, con una riorganizzazione che è iniziata nel pieno dell’emergenza e che vede orari di ingresso differenziati, pause e turni a mensa calcolati per evitare assembramenti e visita medica prima dell’assunzione. Per chi viene da fuori, soprattutto per gli autisti, è previsto il controllo della temperatura e i dipendenti devono usare la mascherina se lavorano a meno di un metro di distanza e comunque sempre all’interno dello stabilimento dove si lavora il prodotto.
Corsi su corsi, vestizione e svestizione e tutto a temperature che in questa stagione certo non aiutano. Ma niente può essere lasciato al caso perché lo stabilimento deve continuare a lavorare e produrre.


Il vero motore
Andando nei campi e trovandosi davanti alle enormi distese di ortaggi e frutta, risulta ancora una volta evidente come sia stata la terra, la campagna il vero motore dell’economia durante il lockdown. Centosettanta autotreni al giorno, tonnellate di pomodori che vengono scaricati, lavati, selezionati e quindi cotti e passati e imbottigliati, con le macchine che non si fermano e le donne e gli uomini che lavorano all’interno con una precisione certosina, forse più che in passato perché sanno che nessuno può permettersi di fermarsi. Il virus, la chiusura, la perdita del lavoro ha profondamente segnato chi da un giorno all’altro si è trovato con davanti solo incertezze. E la campagna, ancora una volta, ha accolto coloro che hanno avuto voglia e forza di rimboccarsi le maniche. Conserve Italia dà lavoro in tutto il Paese a circa 3mila persone, tra lavoratori fissi e stagionali. Chi è alla guida di una realtà del genere ha grosse responsabilità e, tenendo sempre le dita incrociate, la Società cooperativa agricola ha saputo non restare a galla ma nuotare spedita in mare aperto. —

Annarita Bova