Ferrara, crescono gli abusi sulle donne: «Ma si vada oltre l’emergenza»

L’appello del centro giustizia. Più 30% i maltrattamenti familiari negli ultimi mesi, dopo il calo del lockdown. Castagnotto: «Adesso servono aiuti per far uscire madri e figlie dalle violenze»

FERRARA. L’ultimo episodio nella giornata di domenica: minacce alla ex compagna. Nelle settimane precedenti invece molestie, abusi, violenze, botte e pugni in faccia. Dopo la parentesi del lockdown mariti, compagni, conviventi, ex fidanzati e tanto altro sono tornati, a picchiare, violentare, abusare.

Numeri agghiaccianti. I dati sono agghiaccianti: dopo un calo del 10 % tra marzo e aprile, maggio e giugno hanno registrato un impennata, nei primi sei mesi di quest’anno le violenze di genere sono cresciute del 30% rispetto al precedente semestre 2019, come ricordano i numeri della questura: i maltrattamenti in famiglia sono passati da 71 a 99.


Paolo Castagnotto, Centro donne e giustizia, però va oltre i numeri. È consapevole che questi fotografano una cruda realtà: «Lo vediamo, lo sentiamo dalle tante chiamate che abbiamo ricominciato ad avere». Lo riconosce lei stessa, che legge le notizie di questi giorni su interventi di Polizia e Carabinieri nel Ferrarese. Che non possono non passare inosservati. Ma bisogna andare oltre.

«Siamo preoccupate qui al Centro e in tutti i servizi di rete. Perchè dopo il lockdown ora paghiamo le conseguenze di quelle convivenze forzate e soprattutto questa nuova impennata è dovuta alla incertezza e alla precarietà. Per questo occorre che le donne vittime riescano ad essere il più autonome possibile. Ma è qui il problema». Perchè dopo l’emergenza, anche la più banale in un nucleo familiare (ad esempio un ammonimento per atteggiamenti violenti, che è il primo richiamo che può portare ance in carcere il partner violento) le donne debbono continuare a vivere: avere risorse, mezzi, pagare bollette o affitti, avere buoni spesa e trovare un lavoro. «Non è facile in questo momento in cui quasi tutto si era fermato - riflette la Castagnotto -. Ora dopo il Covid sanitario facciamo fronte al Covid economico».

Aiutati da tanti. La Regione sta aiutando concretamente i Centri: per donne e figli assistenza sanitaria garantita e anche economico: «La Regione ha finanziato 350mila euro, a Ferrara 27 mila euro al Centro per interventi di supporto all’autonomia delle donne. Poi a settembre nel nuovo piano regionale vi sarà molto spazio dedicato ad interventi e percorsi sull’autonomia». Ma ribadisce, occorre andar oltre i numeri, oltre l’emergenza, dopo le botte e tanto altro. «Il fenomeno delle violenze non arretra, anzi è esasperato forse per la difficoltà degli uomini a pensare il futuro. Le forze dell’ordine sono bravissime, il nuovo questore (Cesare Caposasa, ndr) ha dimostrato di essere molto sensibile ed è convinto che questa è una battaglia da fare; i magistrati stanno facendo il possibile per applicare il codice rosso, ma superata l’emergenza come facciamo a garantire sicurezza alle donne che vogliono uscire dalle violenze?».

Servono risorse: «Anche il Comune ci ha aiutato col contributo straordinario di 5.000 euro, già finiti; ora sopperiamo con nostre risorse, aiuti dal banco alimentare ma le donne che riusciamo a mettere nei percorsi di autonomia (casa, scuole e figli, ndr) debbono essere aiutate a farcela da sole affinchè non tornino indietro». E si badi bene, chiude la Castagnotto, «ciò che chiediamo non è solo per queste donne e figli, ma per l’interesse della nostra comunità che fa passi avanti nella legalità». —

Daniele Predieri

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