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Copparo, cade un albero e il negozio non ha danni. Ma la fioraia è costretta a restare chiusa

Impedito l’accesso al cimitero di Copparo in seguito al fortunale dei giorni scorsi, a farne le spese è la commerciante  

COPPARO. Cade un fulmine e colpisce un albero a pochi metri dalla tua attività. Niente danni, ma ti trovi costretto a chiudere. È successo a Lorenza Rolfini, proprietaria di un’attività di vendita per fiori e materiale votivo accanto al cimitero di Copparo. Martedì mattina è andata ad aprire il suo negozio. E non ha potuto farlo. Volendo utilizzare una sola parola per descrivere il suo stato d’animo, se ne potrebbe usare una di sole nove lettere, che comincia per i e ha due zeta al suo interno.

«I DANNI SONO ALTROVE»


Ci riceve alle transenne. La strada è bloccata al suo punto vendita che, tra l’altro, dalla parte della porta di ingresso è circondato da una ordinata serie di ceppi, ricavati dai rami caduti e tagliati. La signora è tranquilla come un vulcano in eruzione, ma riesce a mantenersi calma, controllata e signorile. «Cade l’albero. Va bene. Nemmeno un graffio per la mia struttura. Cade di fronte e picchia sul Giardino della cremazione. Un bel buco. Chiude la strada. Devono venire pompieri, la ditta che cura il verde, l’agronomo, il tecnico. I danni sono altrove ma mi chiudono l’accesso al negozio. Passi il lunedì, siamo chiusi, ma due giorni di chiusura obbligata quando la struttura non ha subito nemmeno un graffio mi sembra eccessivo», sostiene la donna.

«Due giorni per cominciare, perché ancora non si sa quando la soluzione si risolverà. E poi, accidenti, hanno accatastato la legna proprio nella zona di accesso. C’era tanto spazio poco più in là. Si poteva lasciare l’accesso, portare la legna più lontano e chiudere solo la strada, consentendomi di lavorare. Perché, alla fine, l’impianto della cremazione è danneggiato ma si può accedere da un’altra porta e funziona normalmente, e magari l’assicurazione rifonderà i danni. Invece noi dobbiamo restare chiusi, almeno fino a quando l’agronomo non controllerà se l’albero non ha avuto problemi e non darà il via. Certo quella (indica la facciata del Giardino della Cremazione, ndr) va sistemato, ma si può fare in modo che io possa aprire, e che si possa passare con le biciclette o a piedi. In caso contrario, chissà per quando dovrà stare chiuso. In Comune sono stati gentili, ma non esiste che chiudano l’accesso senza dire nulla e che non si sappia quando si riaprirà».

L'ATTESA PER LA PERIZIA

Mentre parliamo, chiama al telefono la responsabile dell’Ufficio tecnico comunale Giulia Tammiso: spiega che per aprire la strada o concedere l’agibilità è necessario aspettare la perizia definitiva sull’albero, che i ceppi tagliati saranno spostati nel minor tempo possibile e che non appena avrà notizie certe, non mancherà di avvertirla. La dirigente consiglia anche di mandare tramite Pec o protocollo una dichiarazione che spieghi la situazione, sperando sia possibile trovare soluzioni o magari ricevere un rimborso. —

ALESSANDRO BASSI

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