Project financing: per l’ospedale S. Anna sono tre i fronti aperti

Contenziosi da dirimere su logistica e adeguamenti Istat Una partita che vale milioni. E poi c’è il caso-canone

FERRARA. Tra le questioni “staffetta” passate di mano fra le due direzioni strategiche che si sono succedute al Sant’Anna lo scorso luglio resta ancora aperta quella della stabilizzazione dei costi del project financing. La partita fra azienda ospedaliera e Prog.Este, il consorzio privato che gestisce le attività commerciali e i servizi non sanitari a Cona, si gioca su vari fronti e - nonostante l’accordo di transazione del 2015 e una sentenza di primo grado favorevole al Sant’Anna - fa ancora pendere la spada di damocle di qualche milione di euro sui bilanci dei due contendenti.

I motivi della contesa. Uno dei nodi da dirimere, quello forse più complesso e sostanzioso dal punto di vista economico, riguarda l’appalto della logistica, cioè la spesa per il trasporto infermi. L’accordo iniziale prevedeva un costo considerevolmente più basso per il Sant’Anna a copertura del servizio effettuato da una società aderente al consorzio, costo che poi si è gonfiato e attualmente ammonta ad alcuni milioni di euro l’anno. Per l’azienda ospedaliera, secondo quanto appreso dalla “Nuova”, una sentenza favorevole comporterebbe la possibilità di recuperare una somma superiore ai 10 milioni di euro. Un altro terreno di scontro con l’interlocutore privato è rappresentato dalla rivalutazione Istat del costo dei servizi, aggiornamento eseguito periodicamente per adeguare all’inflazione l’importo complessivo previsto per le attività gestite da Prog.Este.


Fra l’interpretazione data dal Sant’Anna rispetto all’accordo originario e quella opposta dal consorzio c’è una differenza di un anno, il primo, da cui far decorrere il conteggio delle competenze che - se inserito nella contabilità relativa al contratto - non sarebbe indifferente per nessuna delle due parti.

Da un direttore all’altro. Sant’Anna e consorzio hanno vedute diverse anche sull’applicazione del contratto nella parte che riguarda il canone di ammortamento annuale, altro motivo di contrasto che vale qualche molione di euro. L’ex direttore generale, Tiziano Carradori, non è riuscito a chiudere tutti contenziosi ancora attivi e quindi sarà il commissario straordinario Paola Bardasi a gestire quella che potrebbe essere la coda di una lite costosa e duratura.—

Gioele Caccia

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