Il detenuto evaso dal carcere di Ferrara catturato nell'area dell'ex distilleria

La fuga è durata 24 ore. Il giovane si era rifugiato tra gli edifici dismessi di via Turchi dopo essere scappato scavalcando un muro della casa circondariale. Al momento dell'evasione si trovava in regime di semilibertà. Sarebbe uscito in via definitiva tra pochi mesi

Arrestato l'evaso dal carcere di Ferrara

FERRARA. E' durata un giorno la fuga di un detenuto evaso dal carcere dell'Arginone. Il giovane, un trentenne di origini magrebine, è stato ritrovato nell'ex distilleria di via Turchi al termine di una caccia all'uomo che ha visto la collaborazione della polizia di Stato e della polizia penitenziaria.

Sabato pomeriggio l'uomo aveva  scavalcato il muro del cortile del carcere di Ferrara e aveva fatto poi perdere le sue tracce. Il detenuto era stato condannato per reati contro il patrimonio e si trovava in regime di semilibertà: andava a lavorare di giorno per rientrare in cella di notte. E a fine anno sarebbe uscito definitivamente. Il giorno di Ferragosto, essendo un festivo, il detenuto non era andato a lavorare e si trovava nel cortile passaggi, da dove ha scavalcato il muro di cinta, dell'altezza di circa tre metri, ed è scappato.

"Riteniamo che al di là della dinamica dell’evasione e del fatto che si tratti di un detenuto che già aveva un programma trattamentale che gli consentiva di godere di ampia libertà, purtroppo non meritata, visto quello che ha fatto, le carceri italiane necessitino di adeguati sistemi di sicurezza, come monitor, sistemi anti intrusione e anti scavalcamento, oltre a un adeguato incremento dell’organico", era stato il commento dopo l'evasione di Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato di polizia penitenziaria Sappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale.