L’outlet di Occhiobello alza bandiera bianca 

Finale amaro con la richiesta  di concordato fallimentare con riserva presentata al tribunale di Rovigo. Il cambio di destinazione d’uso vede una casa di riposo e un campus per studenti

FERRARA.  Outlet Occhiobello addio. Il grande centro commerciale inaugurato tre anni fa nella località polesana, che per una serie di circostanze sfavorevoli non è mai riuscito a decollare, termina mestamente la sua corsa, lasciando spazio ad altre attività non commerciali in vista di un cambio di destinazione d’uso.

Nei giorni scorsi, è stata presentata al tribunale di Rovigo la richiesta di concordato fallimentare con riserva, un segnale chiaro della resa da parte della società che con tante speranze aveva rilevato l’outlet con chiare intenzioni di rilanciare l’attività commerciale e ingrandirla con nuovi ingressi di attività.


Ma il lockdown derivato dall’effetto covid ha ulteriormente aggravato una situazione con la conseguente chiusura anche dei pochi negozi che ancora orbitavano in quest’area.

Un’odissea dal 2003. Termina così il sogno, cullato per quasi un ventennio, di creare un grande punto di vendita e di attrazione commerciale a due passi dal casello autostradale di Occhiobello e a pochi chilometri dal centro di Ferrara. L’autorizzazione per costruite l’outlet fu infatti rilasciata dal Comune di Occhiobello nel lontano luglio 2003. In quella torrida estate si erano gettate le basi per costruire un mega centro commerciale sulla falsariga di quello allora esistente a Serravalle Scrivia.

Il destino poi ha provveduto a complicare le cose e non poco. Prima i ritardi nella costruzione, poi i tanti treni persi che hanno impedito ai grandi marchi di insediarsi a Occhiobello. C’è stata anche una spigolosa battaglia legale con le associazioni del commercio ferraresi e rodigine, che hanno ritardato il processo di costituzione del’outlet tra colpi di ricorsi al Tar e appelli.

Si sono poi susseguite varie proprietà, anche internazionali, ultimi i canadesi come testimonia la bandiera nazionale con la foglia d’acero rossa che sventola all’ingresso del centro commerciale. Nel 2017 c’è stata la sospirata inaugurazione con i primi negozi che si sono insediati e le promesse di un’espansione che non è mai arrivata. Anzi negli ultimi mesi sono aumentate le difficoltà che hanno portato a nuove chiusure. Basta passare davanti all’outlet per vedere il parcheggio delle auto desolatamente vuoto e capire che l’esperimento non è andato a buon fine, dopo tanti anni di sogni infranti.

Il futuro. Una simile costruzione però, dopo il fallimento dal punto di vista commerciale, dovrebbe essere riconvertita al più presto per non deteriorare una struttura che è ancora in buono stato.

«La speranza - dice il sindaco di Occhiobello, Sondra Coizzi - è quella di un rapido cambio di destinazione d’uso per realizzare in quella struttura un servizio che possa essere utile alla collettività. Ecco che in prima battuta si sta lavorando per far sorgere una casa di riposo, in un luogo residenziale moderno e confortevole. Una sorta di fiore all’occhiello per la nostra comunità. Se rimane spazio - prosegue il sindaco - si può lavorare anche per la realizzazione di un campus universitario, visto la richiesta di alloggi che ci sono da parte di studenti iscritti all’Università di Ferrara. Sarebbe una risposta alle richieste di alloggi che continua ad esserci a Ferrara e nelle vicinanze della città. E questa è una zona servita con autobus e autostrada vicina».

Il sindaco Coizzi tende anche a precisare che si tratta di un’operazione esclusivamente portata avanti da privati, gli stessi che hanno constatato che, sul piano commerciale, l’outlet non ha più la forze di reggere l’urto con il mercato, ma il Comune è in grado di fornire tutto il supporto tecnico e burocratico necessario. —