Tresigallo, la squadra di calcio diventata simbolo della comunità compie cent'anni

Un libro, una mostra e l’annullo filatelico per le celebrazioni. Dai ricordi al palmares: l’epopea gialloverde nel volume di Muroni. Sabato 5 settembre la grande festa

TRESIGALLO. È la storia di una squadra, di una società sportiva, ma anche e soprattutto di una comunità. È la storia di generazioni cresciute inseguendo un pallone, sedute a bordo campo e sugli spalti a tifare. Quella del Tresigallo Calcio, che quest’anno compie un secolo di vita, è sì la storia di una società ma anche, e soprattutto, di un paese che ha fatto dello sport un punto centrale della vita quotidiana. Cento anni fa, quando l’eco della Prima guerra mondiale era ancora nell’aria e la seconda non era nemmeno immaginabile, su un campo fatto di terra e polvere un gruppo di amici strinse un patto e creò quella “famiglia” che vive ancora oggi.

Per celebrare un traguardo che poche squadre, soprattutto a livello locale, possono vantare, la società ha organizzato una serie di iniziative commemorative per ripercorrere il cammino fatto fin qui, ma sempre con la testa e il cuore rivolti alla prossima partita. Sabato 5 settembre alle 20. 30 nel piazzale della biblioteca di Tresigallo verrà presentato Cent’anni di Giallo Verde, il calcio a Tresigallo 1920-2020, volume commemorativo scritto e curato da Giuseppe Muroni, storico e docente. Nel corso della serata verrà fatto anche lo speciale annullo filatelico e all’urban center Sogni (situato accanto alla biblioteca) sarà inaugurata la mostra fotografica dedicata alla secolare avventura Giallo Verde.



Trovare una data precisa di inizio è praticamente impossibile, molto è andato perduto nei meandri del tempo. Di Tresigallo Calcio, o meglio, di Tresigallese, si comincia a parlare nel 1920. «Dagli inizi e fino agli anni Sessanta del secolo scorso si conosce veramente poco e – spiega Muroni – ricostruire i primi quarant’anni di storia della società calcistica è stato tutt’altro che facile. Prima degli archivi ho consultato le persone. Ho intervistato i novantenni di oggi che, quasi sempre, sono stati i pulcini e gli esordienti di ieri. Quelli che sono rimasti a vivere in paese hanno condiviso con me aneddoti e ricordi. Attraverso la loro voce mi sono fatto un’idea di quel periodo e poi, grazie agli archivi e le cronache calcistiche del Corriere Padano ho cercato di dare un affresco di quell’epoca». Un affresco, appunto. Il volume non si limita a riproporre formazioni, squadre, risultati e palmares, ma va ben più a fondo e si intreccia indissolubilmente con la storia del territorio. «Ho seguito un percorso cronologico e dagli inizi sono arrivato ai giorni nostri passando per anni ’30, Seconda guerra mondiale, boom economico, crisi societaria e ripartenza. La parte più difficile del lavoro? Coincide con la più affascinante: rimettere insieme i pezzi della storia».

Per chi il calcio l’ha vissuto, di passaggio o dall’inizio alla fine, il campo è sempre stato il campo; anche quando non c’era. Sì perché la Tresigallese per anni non ha avuto un suo terreno di gioco ma si è spostata di qua e di là per allenamenti e partite. «Per molti la squadra è stato un punto di riferimento e, prima che una formazione sportiva, un luogo di incontro. C’è chi ha fatto qualche anno al campo e via e chi – prosegue Muroni – ci ha dedicato la vita; prima come giocatore poi magari come dirigente o volontario».

A parlare di centenario si è cominciato tre anni fa quando Mario Ansaloni è subentrato a Mazzoni prendendo le redini della società. Per lui il Tresigallo Calcio è una questione di famiglia, nel vero senso della parola. Entrambi i figli indossano i colori giallo verdi ed è proprio da loro che è partito tutto. «Abbiamo iniziato a pensare a cosa fare per festeggiare i cento anni della squadra e – spiega Tobia, capitano della squadra e curatore degli eventi – il libro è stato il primo step. Successivamente abbiamo iniziato a imbastire la mostra fotografica, poi abbiamo creato le divise del centenario, le cartoline e le Poste hanno voluto contribuire all’evento con uno speciale annullo filatelico». Sarà una festa, un modo per ritrovarsi, riscoprirsi e mantenere viva una passione che da cento anni anima l’intera comunità tresigallese. —