Ferrara, operazione "Wall Street Border": sgominata rete della droga

FERRARA. Otto mesi di indagine supportati da intercettazioni telefoniche e monitoraggi Gps, 18 indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, 4 corrieri della droga arrestati durante il trasporto della sostanza stupefacente verso Ferrara e due persone sottoposte a misure restrittive. Sono i numeri dell’operazione Wall Street Border, indagine durata sei mesi che ha portato allo scoperto una fitta rete di spacciatori, sia “al dettaglio” sia grossisti che operavano a Ferrara ma anche in collegamento con le province di Bologna, Parma e Reggio Emilia. Le diciotto persone denunciate, al termine dell’operazione condotta dalla polizia di Stato e coordinata dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, sono tutte di origine nigeriana.

Il territorio di spaccio era diviso in due zone: una gestita da tre fornitori per le vie Bologna e Beethoven, che avevano il loro quartier generale in un appartamento di via Grandini, e un’altra tra Barco e Pontelagoscuro con base in via Bruno Buozzi. I grossisti rifornivano anche i piccoli spacciatori che operavano in zona Gad.

Intercettazioni, pedinamenti e appostamenti hanno consentito agli agenti di bloccare e arrestare nel corso dei mesi diversi corrieri. E’ stato possibile anche delineare il “fornitore” primario da cui partivano i corrieri, non solo per il rifornimento ferrarese ma anche per le province di Parma e Reggio Emilia. Il riferimento era una coppia di Bologna, marito e moglie, che gestiva unitamente ad un loro affiliato tutta la filiera di spaccio, procurandosi la merce, tagliandola, suddividendola e distribuendola tramite diversi corrieri di fiducia. La coppia era un punto di riferimento tanto da avere nel “catalogo” ogni tipo di sostanza. Le vendite venivano gestite sempre dall’uomo; anche quando si trovava in Nigeria. Il prezzo della merce variava per i clienti più fedeli.