Ferrara, la città del cinema

Michelangelo Antonioni, cineasta ferrarese

Il fondo del direttore de la Nuova Ferrara

Ferrara e il cinema è la storia di un idillio antico, tessuto già dai tempi dei pionieri, nel salto breve tra il treno dei fratelli Lumiere e i primi artigianali tentativi di dare un bagno di colore alle pellicole e sincronizzare il suono. Qui si giravano Parisina (1909) e Lucrezia Borgia (1910), film di amori e gelosie rinascimentali tra castello e duomo; partiva per Roma un giovanissimo Antonio Sturla, primi passi di una carriera da documentarista di razza e allevatore di talenti. Centodieci e più anni di storia, con due mostri sacri ad alimentarla, Florestano Vancini e Michelangelo Antonioni, e il corredo di una folta squadra di registi, sceneggiatori e attori.

La confidenza antica con i set e i ciak cinematografici, anche davanti alle telecamere digitali resta assidua consuetudine. Che siano i dinosauri di pietra rincorsi a Cento, una puntata di Coliandro nel Delta o la storia d’amore dei coniugi Sgarbi narrata da Pupi Avati tra il capoluogo e il Po, la provincia estense continua ad offrire sfondi riconosciuti e a spalancare i propri interni. I riflettori sono puntati, siamo nell’inquadratura. Possiamo farcene vanto ancora, rivederci e spegnere. O decidere che la storia cinematografica ferrarese possa avere anche un significativo futuro di professionalità, da costruire con passione e tenacia. È questo l’obiettivo che s’è coagulato attorno al progetto “Ferrara la città del cinema”, l’idea ambiziosa di organizzare una filiera creativa con carattere imprenditoriale, mettendo in rete la formazione di nuove professionalità, la produzione di film e le prospettive di cineturismo. Per valorizzare un territorio che non può essere ridotto a location. Per produrre occupazione: lavoro qualificato, mica comparsate.


Il progetto ha trovato casa all’ex Mof e ieri si è presentato a Venezia, nell’ambito della Mostra del cinema, nel giorno di Miss Marx e Abel Ferrara. Al Lido, dove Antonioni fu omaggiato con il Leone d’Oro alla carriera, preludio all’Oscar del 1995. Il migliore viatico.

Buona domenica.