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Focolaio Covid a Porto Viro, il numero dei positivi sale a 24

Il sindaco di Lagosanto chiede all'Asl un potenziamento dei servizi sul territorio e all'ospedale del Delta

LAGOSANTO. Gli ultimi tamponi refertati registrano un altro caso positivo, un paziente ricoverato nella Casa di Cura di Porto Viro (Ro). Il conteggio complessivo del focolaio veneto è salito a 24 casi (ieri erano 22): 12 i pazienti contagiati e 12 gli operatori, tutti assistiti o in servizio nella struttura sanitaria veneta.

«Tutte le attività, ambulatoriali e strumentali nella Casa di Cura di Porto Viro sono regolari, garantite e sicure - precisa l’Asl polesana - L’invito alla cittadinanza è di non chiamare il Cup per spostare gli appuntamenti o chiedere conferma degli stessi. Se ci dovessero essere delle modifiche a date, orari o sedi, saranno i nostri operatori a contattare gli utenti. Infatti, le persone risultate positive al virus nella struttura di Porto Viro sono state trasportate a Rovigo e Trecenta o isolate nella struttura stessa secondo protocolli di sicurezza».


Proprio allacciandosi al caso di Porto Viro, il sindaco di Lagosanto, Cristian Bertarelli, esprime le sue «preoccupazioni» per la situazione che si è creata anche nella provincia estense. «Abbiamo una coda di migliaia e migliaia di visite specialistiche ed esami che sono state rinviate durante il lockdown e che ancora non sono state recuperate - il suo commento - La situazione della Casa di cura di Porto Viro rischia di avere qualche impatto, nella nostra provincia, soprattutto del Mesolano e della zona di Goro, che sono relativamente vicine a questo presidio». Bertarelli torna quindi all’attacco per riproporre la richiesta formulata davanti alla Conferenza socio-sanitaria nel maggio scorso. «Il potenziamento dell’ospedale del Delta non è rinviabile - ha detto - Negli anni è stato privato di alcuni servizi che oggi dovrebbero essere inclusi nell’offerta, come il Pronto soccorso pediatrico h24, il reparto psichiatrico, l’emodinamica e la dialisi. E dovrebbe essere implementato il personale sanitario, piuttosto che parlare di telemedicina».

A tutto questo si è aggiunto, prosegue Bertarelli, l’annuncio che «una professionista preparata e capace, come Adelina Ricciardelli, che ha contribuito alla nascita del sistema dell’emergenza sanitaria nel Ferrarese e che gestisce la rete di pronto soccorso dell’Asl, andrà a lavorare nel Veneto. La sanità sul territorio deve essere rivalutata e rafforzata, ma di tutto quello che abbiamo chiesto alla Conferenza socio-sanitaria nulla è poi stato realizzato». —

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