Scuola: «Hai il raffreddore? Stiamo a casa». La scelta dei genitori

Diverse assenze del primo giorno anche per sintomi molto lievi. Linee “calde” dai pediatri. Certificati al rientro solo dopo tampone 

FERRARA. Con il naso che cola, ovvero «sintomatologia respiratoria», che faccio, lo porto il bambino? I genitori ferraresi, in generale, hanno tagliato il nodo gordiano di questa ripartenza degli asili tenendo a casa i figli al più piccolo accenno di raffreddore. Al “Salice” ne è stato a casa uno, di bambini, con questa motivazione (due i ritirati). Alla Sant’Antonio, materna privata di Borgo Punta, ieri hanno misurato appieno la reazione delle famiglie perché sono rientrati anche i vecchi iscritti, dopo l’esordio dei primini di giovedì e venerdì, e in effetti «diversi bambini sono rimasti a casa per raffreddori, del resto eravamo stati molto chiari nelle riunioni e le famiglie si stanno dimostrando responsabili» annota la coordinatrice Silvia Cristin. E anche al Satellite diverse mamme hanno diligentemente telefonato per informare dell’infreddatura del figlio, motivo per il quale non avrebbe partecipato alla giornata della riapertura.

A questi genitori, e a tutti gli altri che scelgono questa strada, va ricordato che prima del rientro a scuola è richiesto un passaggio dal pediatra; come pure è necessario sentire il medico di fiducia, se c’è anche il minimo dubbio di sindrome respiratoria: niente «tachipirina e via», insomma, e anche negli asili «cercheremo di usare il buon senso - dice Cristin - Se il bimbo ha il “suo” raffreddore è un conto, con sintomi diversi un altro».


Assalto e regole. Ieri è stato quindi un lunedì “caldo” per i pediatri, «molte chiamate, in effetti, ma c’era da aspettarselo e comunque non mi è sembrato di sentire genitori particolarmente in apprensione» dice Aldo Vinattieri, presidente della Federazione provinciale dei pediatri, che evidentemente, al pare dei colleghi, incrocia le dita in vista del periodo autunnale. Di qui, tra l’altro, la richiesta di non intasare gli ambulatori per problematiche lievi, ma di utilizzare in via preferenziale telefonate e WhatsApp.

Sono attese a ore, peraltro, le ulteriori indicazioni della Regione sulla gestione dei casi sospetti. I certificati di riammissione a scuola, è questa l’attesa dei pediatri, dovrebbero essere richiesti solo in caso di tampone per il bimbo, mentre in tutte le altre situazioni si potrà tornare senza fornire documenti. Il pediatra sarà poi indicato anche formalmente come responsabile per intero dei procedimenti, sarà lui a decidere come procedere e l’eventuale ricorso all’ospedale. —

stefano ciervo

© RIPRODUZIONE RISERVATA