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Vigarano Mainarda, consiglio comunale spaccato: lasciano quattro esponenti Pd

Dimissioni ufficiali per De Michele, Zoboli, Chiodi e Orsini ed il segretario di partito. Insanabile la rottura con il sindaco: ora il Comune rischia il commissariamento

VIGARANO MAINARDA . A conferma di come fosse acuta la crisi all’interno del gruppo di centrosinistra, che governa il Comune, ieri pomeriggio ben quattro rappresentanti della maggioranza hanno presentato le dimissioni. Si tratta degli assessori Agnese De Michele -, che da alcuni giorni aveva chiesto una pausa di riflessione -, Elena Zoboli e dei consiglieri Mariasole Orsini, capogruppo, e Barbara Chiodi.

Che le acque fossero agitate si era visto alla fine del mese scorso, quando il sindaco Barbara Paron si era reso disponibile a cedere alcune deleghe ma nessuno, in giunta, si era reso disponibile. Evidentemente i rapporti politici - e umani -, si erano deteriorati al punto da non essere più compatibili. Quattro donne hanno messo in crisi un sindaco donna. Il problema dal punto di vista amministrativo nell’ambito della maggioranza i quattro dimissionari non si possono integrare, perché in questa legislatura è già stata esaurita la lista dei subentri.

NO COMMISSARIO?

Ma non è detto che si apra la strada al commissario prefettizio perché, dopo le dimissioni, il consiglio comunale vede ora cinque componenti della maggioranza, sindaco compreso, e quattro componenti della minoranza. Sulla carta potrebbe funzionare ugualmente anche perché, nella prossima primavera, si vota per il rinnovo del sindaco e nessuno, maggioranza o minoranza, potrebbe aver piacere dell’arrivo di un commissario che potrebbe dedicarsi solo alla normale amministrazione e la cittadinanza non ne gioverebbe. Ieri sera era convocato il direttivo provinciale del Pd, per discutere anche del “caso Vigarano”, ma le dimissioni sono state ugualmente ed è difficile che l’incontro a Ferrara possa cambiare le cose.

Anche il segretario del circolo vigaranese del Pd, Simone Malaguti, ha già annunciato a sua volta le dimissioni. La crisi era evidente fin dalla primavera scorsa, quando ci fu un rimpasto in giunta, e si è accentuata con il passare del tempo. Poco prima di Ferragosto il direttivo del Pd, e alcuni assessori, hanno presentato al sindaco, che li ha accettati, degli interventi, urgenti e inderogabili, su lavori pubblici, scuole e sfalcio del verde, su cui intervenire con scadenze ben definite. Le verifiche effettuate in questi giorni non sono stata abbastanza convincenti dal far recedere i dimissionari.

L'OPPOSIZIONE

«Per coerenza politica non parteciperemo ad alcun rimpasto di giunta e sono d’accordo con noi anche gli alleati di Fratelli d’Italia». È chirurgico Davide Bergamini, capogruppo della Lega (e referente provinciale). «Oggi (ieri; ndr) mi sono sentito con il sindaco Paron, ho chiarito che siamo pronti ad un ultimo consiglio per approvare i progetti urgenti, utili per avere fondi per il territorio, ma poi l’avventura di questa amministrazione deve finire, in un modo o nell’altro».

«D’altronde -continua - questo clima nella maggioranza c’era da tempo, non a caso Lega e FdI hanno chiesto di non votare il bilancio, viste anche le evidenze della Corte dei Conti. E non più tardi di 15 giorni va avevamo presentato una mozione di sfiducia: la maggioranza a Vigarano non esiste più». —

Giuliano Barbieri

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