Ferrara, organici e azioni anti-Covid: nove milioni alle scuole

È quanto la Regione ha destinato al Ferrarese sui 120 milioni ministeriali. Si va da oltre 600mila per il “Manzi” di San Bartolomeo a quote di 70mila euro

FERRARA. Nove milioni di euro ripartiti per quaranta istituti. Sono la fetta ferrarese dei 120 milioni che la Regione distribuirà alle scuole dell’Emilia Romagna per la ripresa dell’attività didattica in presenza nell’anno che sta per iniziare, con la prima campanella programmata per il 14 settembre. Il decreto che li ha stanziati e suddivisi per istituto (c’è chi ha ottenuto oltre 600mila euro e chi potrà gestire un fondo meno sostanzioso, che non supera i 70-80mila) è stato illustrato ai dirigenti dei plessi nel corso di una Conferenza regionale in streaming che si è svolta mercoledì scorso e che, a quanto pare, ha lasciato soddisfatta almeno una parte dei vertici degli istituti ferraresi.

Le risorse messe a disposizione delle scuole andranno a coprire le nuove esigenze legate alla pandemia «nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica», come spiega l’Ufficio Scolastico Regionale, e saranno utilizzate dagli istituti per affidare incarichi temporanei e assicurare che la fruizione delle lezioni e del tempo trascorso a scuola (laboratori, ricreazione, distanziamento, percorsi separati, etc.) rispettino i nuovi standard di sicurezza.



PIANI E CONTEGGI

Dai responsabili ferraresi dell’istruzione, che hanno partecipato in massa alla teleconferenza, giungono commenti che non nascondono una punta di soddisfazione: «La suddivisione ha rispettato la sostanza delle nostre richieste». Un giudizio che forse non sarà condiviso da tutti, ma che sembra aprire qualche pertugio – almeno sul fronte delle risorse economiche – rispetto all’esigenza di garantire uno svolgimento il più possibile continuativo dell’attività didattica. Ogni scuola, nelle scorse settimane, ha presentato un piano in cui ha descritto le necessità in termini di risorse e di azioni, al quale la Regione ha risposto assegnando un pacchetto di risorse destinato a sostenere le spese di personale per il periodo residuo del 2020 e per i primi sei mesi del 2021.

I fondi saranno ripartiti tra personale docente e Ata (che hanno costi contrattuali diversi), tra operatori già in carico, con spezzoni di orario, e nuove unità di organico. Al Roiti le risorse potrebbero finanziare l’equivalente di una quindicina di addetti (docenti e ata), all’Istituto comprensivo De Pisis, a Ferrara, amministrato in tandem assieme all’Istituto comprensivo di Porto Garibaldi, potrebbero arrivare 5 ausiliari a cui associare incarichi finanziati per frazioni di ruolo; all’Istituto Vergani, a Ferrara, il fondo potrebbe portare un gruppo di 10-15 unità di personale, bidelli e prof.

LA RIPARTIZIONE

Il decreto regionale di ripartizione mostra che è stato assegnato all’Istituto “Manzi”, di San Bartolomeo in Bosco, a Ferrara, lo stanziamento più elevato (614.839 euro) mentre per l’Istituto comprensivo n. 2, di Cento, la quota-parte vale 459.927 euro. L’Istituto comprensivo Cosmé Tura, di Pontelagoscuro, potrà contare su 333.788 euro; l’Istituto comprensivo Bonati, di Bondeno, su 146.764 euro. Tra chi ha raccolto più risorse c’è l’Istituto comprensivo di Terre del Reno (430.170 euro); all’Istituto comprensivo Govoni, di Ferrara, spettano 337.698 euro; all’Istituto Vergani 233.255 euro, al Liceo Roiti 266.653 euro e al Liceo Ariosto, 100.817 euro (tutti e tre hanno sede a Ferrara). A Cento, all’Isit Bassi, arriveranno 150.337 euro; a Ferrara, al Carducci, 134.215 euro; all’Istituto comprensivo n. 2, di Argenta, 244.933 euro; all’Istituto comprensivo di Porto Garibaldi, 113.365 euro; all’Istituto De Pisis, di Ferrara, 76.057 euro. —

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