Musei, Cappelletti e Pacelli tra i nuovi superdirettori

Dirigeranno rispettivamente la Galleria Borghese e la Pinacoteca Nazionale di Bologna. L'annuncia dal ministro Dario Franceschini

FERRARA. Ci sono anche due "ferraresi" tra i 13 nuovi superdirettori di musei, parchi archeologici e biblioteche selezionati con un bando internazionale. Le nimine sono state annunciate dal ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. I nuovi direttori sono stati scelti tra 425 candidati da una commissione di altissimo livello scientifico presieduta dal direttore del Museo egizio di Torino e composta dai direttori della National Gallery di Londra, del Prado di Madrid e da esperti di chiara fama.

Maria Luisa Pacelli è la nuova direttrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna. Curatrice mostre e musei delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea a Ferrara, storica dell'arte. Di elevato livello professionale e scientifico, vanta una rilevante attività di gestione museale in ambito nazionale. Ospitato nell'ex noviziato gesuita di Sant'Ignazio, il museo offre ai visitatori un affasciante percorso attraverso la pittura tosco-emiliana dal XIII al XVIII secolo, da Jacopo di Paolo a Giotto, dal Perugino a Raffaello, dal Parmigianino a Tiziano per arrivare a Guido Reni, Guercino e Domenichino. Pregevole anche il gabinetto dei disegni e delle stampe, ricco di migliaia di pezzi.

Francesca Cappelletti è la nuova direttrice della Galleria Borghese. Professoressa ordinaria di storia dell'arte moderna all'Università di Ferrara, attraverso cui ha avviato una fattiva collaborazione con la Pinacoteca estense, membro del comitato scientifico della Galleria Borghese, direttore scientifico della fondazione Ermitage Italia. Di elevato livello scientifico formativo, vanta un'importante e pluriennale esperienza nella curatela di mostre in italia e all'estero. Il museo della Galleria Borghese custodisce ed espone in 20 sale affrescate una collezione di sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonchè dipinti e sculture dal XV al XIX secolo. Tra i capolavori della raccolta, il cui primo e più importante nucleo risale al collezionismo del cardinale scipione (1579-1633), nipote di papa Paolo V, ci sono opere di Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Correggio, Antonello da Messina, Giovanni Bellini e le sculture di Gian Lorenzo Bernini e di Canova.