Ferrara, voto in quarantena: seggi a domicilio per il referendum non per le Comunali

Urne “volanti” a Cona e a Lagosanto per centinaia di casi. Scrutatori bardati come sanitari, distribuita una sola scheda

FERRARA. Le quarantene Covid stanno tenendo a casa o nelle camere delle Rsa centinaia di potenziali elettori della consultazione referendaria di domenica e lunedì, impossibilitati proprio per motivi legati alla lotta alla pandemia a recarsi alle urne. Lo sforzo organizzativo dei Comuni e la disponibilità di presidenti di seggio e scrutatori a prendersi qualche grattacapo in più hanno permesso di allestire seggi volanti per recuperare i voti di queste persone sparse per tutta la provincia, ma la scadenza di presentazione delle domande è domani e di richieste ne sono arrivate pochissime. Nessuna informazione su questa opportunità, richieste di documentazione e probabilmente la poca voglia dei diretti interessati di certificare la loro condizione stanno probabilmente incidendo sullo scarso afflusso, e c’è un altro elemento quasi o per nulla noto: vengono distribuite e raccolte solo le schede del referendum, quindi gli elettori bondenesi e comacchiesi non potranno votare per le Comunali.

QUESTIONI ORGANIZZATIVE


Perché non si potrà fare la “doppietta” scegliendo anche il sindaco? «Motivi organizzativi», spiegano all’Ufficio elettorale di Ferrara, visto che i seggi speciali Covid, come del resto gli altri “volanti”, non effettuano direttamente lo spoglio ma riversano le schede nell’urna del Sant’Anna per Alto Ferrarese, capoluogo e Medio Ferrarese, e dell’ospedale del Delta per il Basso Ferrarese. Non sarebbe quindi fattibile riversare le schede delle Comunali nelle urne “giuste”, e questo nel Ferrarese succede anche nelle altre consultazioni per i voti domiciliari ordinari, delle categorie speciali che ne hanno diritto: se c’è la coincidenza di Comunali ed Europee, questi elettori possono votare solo per queste ultime. Solo negli ultimi dieci giorni sono stati 15 i nuovi ingressi in isolamento domiciliare sia a Bondeno che a Comacchio.

COME FUNZIONA

I seggi speciali Covid sono tre a Cona e uno a Lagosanto, costituiti da presidenti e scrutatori scelti, con qualche difficoltà, negli elenchi ordinari, senza il ricorso ipotizzato agli specialisti sanitari Usca. Dovranno coprire l’intera provincia per recuperare il voto di quarantenati a casa loro, in Rsa o nei reparti Covid degli ospedali, bardandosi ogni volta con tuta, visiera e guanti, una procedura per nulla banale e non priva di qualche rischio. Saranno pagati... meno dei colleghi ai seggi ordinari (130 e 104 euro), perché il loro compenso è il 50% in più di quello attribuito a chi presidia i seggi speciali “normali”, che a sua volta è la metà dell’ordinario: siamo a 78 euro per gli scrutatori.

COME SI RICHIEDE

La domanda di voto domiciliare per Covid va inoltrata all’Ufficio elettorale del Comune di residenza con fac simile caricato sul sito o carta libera, corredato di certificazione di quarantena dell’Igiene pubblica Asl, emesso non più di sei giorni prima. La richiesta va tassativamente presentata entro domani, non sono previste deroghe come per altre situazioni. Al momento domande ne sono giunte solo da Comuni della provincia. —

stefano ciervo

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