Comacchio, Troiani: «Abbiamo bisogno di una vera svolta. Scendo in campo per i miei cittadini»

Libera Comacchio ha un obiettivo ben preciso: stare tra la gente: «È fondamentale favorire la collaborazione tra pubblico e privato» 

COMACCHIO. Quella di Libera Comacchio è una vera e propria sfida. La candidatura di Vito Troiani è frutto di una scelta ben precisa, nata da una sorta di delusione e insofferenza di un gruppo di persone, tutte in lista, vicine al centrodestra.

Ha deciso di mettersi in gioco: in sincerità qual è la sua motivazione più profonda per guidare Comacchio?


«In questi ultimi anni sono sempre stato al fianco dei cittadini nel momento in cui mi si chiedeva aiuto per denunce e mancanze dell’amministrazione nonostante non ricoprissi nemmeno il ruolo di consigliere comunale. Sono stati loro a chiedermi di mettermi in gioco. E per il bene del territorio ho accettato. Affrontiamo i problemi di tutti perché li viviamo anche noi».

Capitolo occupazione e sviluppo di Comacchio. Quali altre strade pensa siano percorribili per il futuro e per i giovani della vostra città?

«Per il futuro dei giovani, sono fondamentali due elementi: il primo è la formazione/educazione degli stessi (più abbiamo gente formata e preparata, più è facile che possa entrare nel mondo del lavoro), mentre il secondo è la capacità di creare lavoro. Il territorio ha moltissime potenzialità inespresse (alcuni settori e ambiti del turismo, la valle, la pesca ne sono solo alcuni esempi) che dobbiamo sviluppare, incentivando l’iniziativa privata (con sgravi e agevolazioni), sviluppando servizi che adesso non ci sono (ad esempio l’home-delivery; i noleggi eco-sostenibili, ecc), recuperando tradizioni e lavori persi nel tempo».

Comacchio terra d’acqua. Mare, Valli e canali. Cosa non è stato fatto e quali sono le priorità. Altro punto dolente, soprattutto sui Lidi, la manutenzione di strade e marciapiedi. Non è facile, ma soprattutto i proprietari di seconde case chiedono maggiore attenzione considerate le tasse da pagare...

«Come abbiamo previsto nel programma di Libera, non è comprensibile e fattibile che ogni settore lavori, ragioni, si muova per compartimenti stagni. Non bisogna più guardare solo al proprio orticello, anche perché, e con l’emergenza sanitaria ne abbiamo avuto un chiaro esempio, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e, se oggi si sopravvive, domani potrebbe non essere così. Aumentando, invece, il lavoro di squadra, le sinergie e collaborazioni tra tutti i settori, il prodotto totale sarà sicuramente maggiore e, quindi, mi permetta l’esempio, la torta da spartire sarà sicuramente più grande…

«E sulla manutenzione - continua -, anche questa deve essere considerata all’interno di un piano comune, collegato alla viabilità, agli eventi, al commercio: non possiamo creare eventi se non abbiamo luoghi dove ospitare la gente, se abbiamo i rifiuti per strada, se ci allaghiamo ad ogni pioggia intensa. L’ordinaria manutenzione è diventata, specie negli ultimi anni, un intervento straordinario o di emergenza. Questo non deve più esistere!».

Parliamo un po’ di lei: ha un libro preferito? Che musica ascolta quando viaggia in auto? Ha degli animali? Qual è il suo piatto preferito? E, infine, se ne avesse la possibilità economica, quale quadro acquisterebbe?

«Il mio libro preferito è intitolato I volti della menzogna di Paul Ekman. Mi piace suonare la chitarra e adoro cantare, in auto la musica che ascolto è varia: blues, jazz, pop, rock e celtica, dipende dall’umore. Ho una cagnolina ormai vecchiotta adottata dal canile 14 anni fa. Adoro il dipinto ad olio su tela commissionato a Guido Reni nel 1635 che ripropone il celebre San Michele Arcangelo, impegnato nella lotta contro il Male, che, con la spada sguainata, respinge all’inferno un irritato diavolo». —