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Assolto per la lite con il machete: agì solo per difesa

Un'aula del tribunale di Ferrara

Il diverbio nel 2016 in un’area di servizio in una frazione di Ferrara. L’uomo era stato arrestato dai carabinieri 

FERRARA. Era stato arrestato per minacce, lesioni e danni dopo una lite in un’area di servizio durante la quale era comparso di tutto: un machete, una roncola e un’asta lavavetri. A quattro anni di distanza, è uscito fuori da questa brutta storia a testa alta, con un’assoluzione piena, mentre il “rivale” è stato condannato.

Protagonista della vicenda un uomo che nel 2016 si era trovato coinvolto in una violenta lite in un’area di servizio a Parasacco. La sua auto e quella del rivale erano arrivate quasi contemporaneamente davanti all’impianto di carburante e pretendevano entrambi di avere il diritto di precedenza. La discussione era presto degenerata, al punto che i gestori erano intervenuti per disarmare l’uomo che in quel momento brandiva un machete. Una scena a cui avevano assistito i carabinieri, e per l’automobilista era scattato l’arresto.

Anni dopo, in tribunale, è emersa un’altra verità, come è riuscito a dimostrare la difesa, sostenuta dall’avvocato Vasco Sisti. Alla lite infatti erano seguite denunce e controdenunce dando luogo a un processo incrociato in cui i rivali erano insieme imputati e parte civile. È emerso che l’uomo aveva impugnato il machete solo per difesa. Il rivale aveva impugnato un’asta lavavetri, e per parare il colpo diretto alla testa l’uomo aveva riportato una frattura al polso guaribile in 40 giorni. È emerso inoltre che la roncola e il machete erano suoi attrezzi di lavoro.

Al termine anche il pm (viceprocuratore onorario Alessandro Rossetti) ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto e la condanna della controparte. Richieste accolte dal giudice Giulia Caucci che ha anche condannato il rivale a un anno per lesioni con una provvisionale di 4.000 euro, più le spese. —

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