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Ex farmacista di Tresigallo nei guai per i medicinali truccati

Le sostanze, Viagra e Chalis, venivano vendute sottobanco nei sexy shop. L’operazione partita da una verifica fiscale in un negozio di Castel Bolognese

TRESIGALLO. C’è anche un ex farmacista di Tresigallo, oggi residente nel Comune di Fiscaglia, tra i 35 indagati per reati legati alla vendita e al traffico illecito di farmaci, oltre che per esercizio abusivo della professione medica. Sono quasi tutti titolari o ex rappresentati legali di negozi per adulti, tranne lui, R.V., che nello specifico è accusato di aver modificato medicinali con effetti anoressizzanti, miscelando tra loro anche sostanze proibite.

Le sostanze

Alcuni erano farmaci simili a quelli presenti sul mercato ma contraffatti; altri erano stati invece composti artigianalmente mixando vari prodotti importati anche da Paesi extra Ce. Si trattava di un immenso giro di pillole e flaconi spacciati sottobanco nei sexy shop di mezza Italia promettendo miracoli tra le lenzuola, fra i quali non mancavano infine nomi più noti come Viagra e Chalis, ma che contrariamente a quelli venduti regolarmente in farmacia su prescrizione medica, erano ormai scaduti da anni. Tra il 2011 e il 2017 - questi gli anni presi in esame dall’inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal sostituto procuratore Angela Scorza - quei medicinali sono apparsi negli scaffali o nei cassetti di decine di attività sparse dalla Campania alla Lombardia, con una presenza massiccia in Romagna tra Ravenna, Cervia, Castel Bolognese, Forlì, Cesenatico e Misano Adriatico. Ed è proprio per questo che l’udienza preliminare tenuta ieri mattina davanti al gup Corrado Schiaretti ha portato una buona fetta dei difensori a sollevare eccezioni di incompetenza territoriale, portando di fatto a un rinvio a ottobre. È possibile dunque che il processo incardinato nel capoluogo bizantino prosegua solo per una parte degli imputati.

Le indagini

All’epoca dell’inchiesta furono sequestrati circa 10mila prodotti contraffatti provenienti da India e Cina, mentre una sessantina di perquisizioni vennero eseguite in tutta Italia da oltre 160 finanzieri in 32 città. Fu quello l’effetto “collaterale” di una verifica fiscale su un sexy shop di Castel Bolognese, dalla quale erano emerse delle scatole di farmaci con nomi dai titoli ben riconducibili ai “benefici” desiderati, come Kobra, Stud (stallone in inglese) e Kamagra. Da quella scoperta, la Finanza riuscì a risalire al fornitore del negozio: il titolare della società Carpe Diem di Spilimbergo (Pordenone), che trattava con negozi di tutta Italia. Così si arrivò anche al farmacista ferrarese: nel suo caso erano state sequestrate 301 capsule contenenti come principio attivo Fluoxetina, Bupropione e Nordazepam, la cui vendita è vietata per decreto ministeriale. In generale, stando alla perizia del chimico bolognese Onelio Morselli, a suo tempo disposta dalla Procura di Ravenna, tutte quelle pasticche clandestine erano “potenzialmente pericolose” per la salute dei pazienti o dei clienti dei tanti sexy shop rimasti invischiati nell’inchiesta. —

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