Copparo, alla Berco si avvicina lo sciopero: «Lavoratori non tutelati»

La decisione della direzione di abbandonare il tavolo ha fatto infuriare i sindacati: «Hanno cancellato il contratto aziendale. I premi? Sono 24 euro all’anno...»

COPPARO. La decisione della direzione della Berco di lasciare il tavolo della trattativa e dal prossimo primo ottobre di non corrispondere quanto previsto dal contratto integrativo aziendale ha suscitato la ferma reazione dei sindacati, supportati dai lavoratori durante le assemblee di ieri, svolte negli stabilimenti di Copparo e di Castelfranco Veneto. Avviata la mobilitazione e proclamate per i prossimi giorni alcune ore di sciopero reparto per reparto. Rimane la disponibilità al confronto, se l’azienda rivedrà le posizioni.

LA DECISIONE

Ne hanno parlato ieri nella saletta sindacale i segretari territoriali Giovanni Verla (Fiom Cgil), Sandra Rizzo (Fim Cisl), Paolo da Lan (Uilm Uil) e membri delle Rsu, tra i quali Igor Bergamini. «Berco promette premi e innovazione, ma ciò che proclama in numerose dichiarazioni pubbliche è ben diverso dalla realtà – dice Verla –. Di vero c’è l’abbandono del tavolo della trattativa e la cancellazione del contratto aziendale. I premi? Sarebbero di 24 euro l’anno».

La decisione pare sia stata presa a fronte di «un brusco calo di ordinativi, già previsti dalla fine del 2019, ben prima della pandemia Covid 19. Non possiamo accettare che si mettano le mani nelle tasche dei lavoratori per pagare coi loro soldi gli impegni presi. Far pagare le loro scelte di smantellamento di impianti funzionanti, e senza garanzia dei livelli occupazionali è inaccettabile. Si deve dare risposta oltre che ai lavoratori, alle istituzioni, al territorio, sempre più penalizzato».

IL PROBLEMA

Sempre secondo i sindacati, «l’azienda ritiene i lavoratori non produttivi e la sbandierata innovazione si traduce in calo di diritti: un passo indietro. E nella logica attuale, si tocca anche il Contratto nazionale. Non pagare più ferie e permessi non svolti è contro la legge e la stessa Costituzione». «Berco usa bastone e zero carota – sottolinea Paolo Da Lan –. Anche pausa mensa e riposo sarebbero previsti all’interno dell’orario e non a fine turno. Il calo del reddito avrebbe pesanti ripercussioni nel territorio e le entrate fiscali del comune di Copparo. Il sindaco Pagnoni se ne renda conto, al di là delle belle dichiarazioni».

L'APPELLO

Sandra Rizzo sottolinea come «Le scelte sbagliate, non voler riconoscere la rappresentanza sindacale, sono da respingere totalmente. Mentre il fatturato Berco è calato ben del 50% non solo per la pandemia ma anche per la perdita di clienti a causa di scelte sbagliate. Al contrario, altre aziende del settore mostrano segni di ripresa». «Occorre subito riaprire un tavolo per discutere le vere prospettive - riassume Bergamini -. Ci vuole unità d’intenti, voglia di stare uniti». E la decisione della Berco resa nota in questi giorni di anticipare il premio di risultato? «Ne prendiamo atto - dicono in merito sempre i sindacati -, però doveva comunque essere corrisposto ai lavoratori in novembre. Anche questo rientra fra le numerose dichiarazioni che escono da tempo dai vertici aziendali». —

Franco Corli

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