“Ferrara Arte”, è iniziata l’era Di Natale. Sgarbi presenta il nuovo direttore

I programmi della Fondazione con mostre in cantiere e novità. Tra gli obiettivi tornare a collaborare con la Pinacoteca

FERRARA. È «il favoloso storico dell’arte» Pietro Di Natale il nuovo direttore di Ferrara Arte, presentato ieri ufficialmente a Palazzo Bonacossi, ma nominato già all’indomani della partenza di Maria Luisa Pacelli per Bologna, con una velocità che rende «Ferrara trionfante» diceva Vittorio Sgarbi (presidente della Fondazione).

FRECCIATE A PACELLI


Che non si parli comunque di sostituzione, avvertiva lo storico dell’arte, «la Pacelli non andava sostituita perché non era direttore di alcunché» . E ieri è stata ricordata per «l’addizione con le fondamenta che voleva ai Diamanti, quel gabbiotto che era un errore gravissimo di una non architetta», chiamata ora a dirigere la Pinacoteca nazionale di Bologna, chiudeva Sgarbi, giudicando quella di Pacelli fra le «nomine politiche del Ministero, che l’ha salvata dallo scontro con me».

LA NUOVA SQUADRA

Ma ora c’è Di Natale di cui Sgarbi assicurava «titoli e impegno, e la direzione che daremo a Ferrara Arte sarà in sintonia con la città” . Nella Fondazione entrano anche Valentina Lapierre, che si occuperà della valutazione dei lavori di restauro della chiesa di Santa Maria della Consolazione, e Lucio Scardino, con responsabilità nell’organizzazione di un convegno post Previati a chiusura della mostra in Castello e con responsabilità nell’organizzazione anche delle mostre successive.

PPROGETTI FUTURI

Dipenderà dalla convenzione con la Provincia, ricordava l’assessore comunale alla cultura Marco Gulinelli, e dai futuri lavori, («abbiamo 14 milioni di euro da investire nel Castello», rifletteva Sgarbi), ma il dopo Previati sarà, nelle intenzioni, di altri artisti ferraresi: di Giovanni Battista Crema, prima, e poi di Arrigo Minerbi. E in occasione dei novant’anni dalla morte di Giovanni Boldini è già stato nominato “un comitato di studio per le celebrazioni” .

PROGRAMMAZIONE AI DIAMANTI

C’è poi la programmazione a palazzo dei Diamanti, dove fino al 27 settembre è in mostra Banksy: il finale sarà un “non stop”, ha detto Gulinelli. Dopo Banksy è già in programma la mostra su Ligabue, che dovrebbe coincidere anche con nuovi appuntamenti per la proiezione della filmografia sull’artista, e alla cui inaugurazione, il 30 ottobre, è stato invitato il ministro Provenzano. Ligabue saluterà i Diamanti il 5 aprile, e a quel punto il palazzo sarà chiuso per lavori fino a dicembre. L’idea, diceva Sgarbi, “è di compensare il buco con una mostra su Italo Balbo a palazzo Koch, la sede della Bper a Ferrara. E quando il «palazzo ci sarà restituito - ha dichiarato Sgarbi - la programmazione di Ferrara Arte prevede o una mostra su Girolamo Da Carpi o una mostra su Ercole de Roberti e Francesco Costa». Si faranno entrambe e Di Natale preferirebbe partire da de Roberti e Costa «che potrebbe essere allestita per marzo 2022, ma ci stiamo lavorando e al momento sono in corso indagini per capire le disponibilità anche di prestiti internazionali».

CASA MINERBI DA RIAPRIRE

C’è poi Casa Minerbi da riaprire: «non è tollerabile che sia chiusa», diceva Sgarbi; e proprio là peraltro Gulinelli vorrebbe portare la sede di Ferrara Arte. E visto che «parlando con Sassu – continuava il presidente della Fondazione – pare che l’allestimento delle sale di Schifanoia ritarderà, pensavo ad una piccola mostra su Fellini per non lasciare quelle sale vuote». Pare infine che sarà avviato un dialogo anche con la Pinacoteca per l’eventuale biglietto unico per le mostre, forse già con Ligabue, ragionava Gulinelli. —

Giovanna Corrieri

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