Nel Ferrarese il Sì oltre quota 70%. Record a Jolanda, capoluogo tiepido

Elettori in un seggio del Ferrarese

Affluenza e consensi alla riforma quasi in media regionale. Solo in città il fronte del No riesce ad arrivare almeno al 35%

FERRARA. Il Sì ha trionfato anche il provincia di Ferrara, con risultati abbastanza diversificati rispetto alla media nazionale sia per affluenza che per quanto riguarda, appunto, l’esito uscito dalle urne. Il 55,59% degli elettori ferraresi andati a seggio ha scelto per il 70,73% di confermare la riduzione dei parlamentari, contro rispettivamente il 55,37% e il 69,5% della media regionale. Dati lievemente superiori ma in sostanza convergenti, rispetto anche alla media nazionale: stavolta non ci sono anomalie di rilievo. Significativo l’effetto Comunali a Bondeno, trascurabile a Comacchio.

Andare o non andare


L’affluenza ovunque superiore al 50%, con la solita eccezione di Goro, è superiore alle previsioni snocciolate a mezza bocca fino alla vigilia del voto, e tutto sommato è già un orientamento di voto rispetto ad uno dei temi della campagna referendaria, cioè l’argomento secondo il quale il taglio dei parlamentari non avrebbe mobilitato gli elettori. Nell’ambito di una forbice mediamente molto più contenuta dei 28 punti che dividono i suoi estremi, spicca comunque il dato consistente di Masi Torello, in scia a Bondeno primatista, mentre il Basso Ferrarese in generale si è scaldato poco per questo referendum.

Le capitali

La capitale del Sì in provincia è Jolanda di Savoia, con l’80,18% in favore dei taglio dei parlamentari, seguito da Mesola, Riva del Po e Portomaggiore, poi Tresignana e Lagosanto. I centri più importanti del territorio stanno nella parte mediana o inferiore di questa graduatoria, come pure quasi per intero l’Alto Ferrarese. Difficile trarre indicazioni politiche da questa mappa, anche perché i sostenitori dei due schieramenti referendari si sono mescolati parecchio, durante la campagna elettorale, anche all’interno dei poli, con l’unica eccezione del M5s.

Si può comunque sottolineare che il dato più alto del No, e di gran lunga, con il 35,19%, e proprio quello del capoluogo. Qui si è costituito il Comitato per il No e un po’ di iniziative referendarie, i contrari al taglio le hanno fatte. E sempre a Ferrara è più forte e visibile il civismo di sinistra. —

Stefano Ciervo

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