Regala i suoi libri di poesie a medici e infermieri: «Fanno così tanto per noi»

La scrittrice Maria Teresa Mari ringrazia in questo modo il personale di Cona e del Delta: «Sono stati una grande risorsa durante la pandemia»

MIGLIARINO. La poetessa Maria Teresa Mari ha voluto dare un segno della propria gratitudine ai medici e agli infermieri che con il Covid si sono adoperati per le persone ammalate. Così ha donato una decina dei suoi libri ai reparti di Chirurgia ed Oncologia degli ospedali del Delta e di Cona.

«Io ho subito un intervento e sono stata curata ed ancora sono seguita al Delta – racconta, che abita a Migliarino –, so cosa significa vivere momenti di speranza ma anche di scoraggiamento quando si è colpiti da una malattia; questa pandemia che così a lungo sta tenendoci col fiato sospeso ha avuto e continua ad avere nel personale sanitario una grande risorsa. Io ho voluto ringraziarli nel modo che più mi è consono: regalando i miei ultimi due libri di poesie e racconti. Lo stesso sto facendo per lo Spallanzani e il San Raffaele».


Dal Delta e da Cona hanno ringraziato e la poetessa ne è stata lusingata, «al Delta mi hanno detto che vogliono conoscermi. C’è infine un medico dell’ortopedia di Cona che ogni mattina legge una mia lirica poiché la trova ricca di umanità. Un piccolo gesto il mio che molti altri scrittori potrebbero imitare».

A Migliarino la donna è, inoltre, protagonista di una straordinaria forma di integrazione.

Di fronte a casa sua vivono alcuni ragazzi nigeriani che lei aiuta regolarmente regalando stavolta non libri ma generi alimentari. Loro la chiamano “mamma” e per lei che non ha né marito né figli è una parola molto dolce.

«Ci vediamo dalla finestra, ci salutiamo sempre – racconta Teresa Mari – e alla sera dico loro “sogni d’oro!” e loro mi rispondono altrettanto. Se qualche volta litigano tutti qui hanno paura ma io vado a cercare di sedare gli animi e loro mi chiedono scusa. Pochi giorni fa ho compiuto gli anni ed ero in giardino con un’amica; ad un tratto sono arrivati con una torta e gli accendini; mi sono commossa fino alle lacrime. Ma c’è chi invece – fa notare la poetessa – qualche italiano che mi critica, io non me ne curo; non devo rendere conto a nessuno e continuo a fare quello che ritengo giusto verso chi è in difficoltà». —

Margherita Goberti. © RIPRODUZIONE RISERVATA .
 

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