Crolla la produzione per l’effetto covid. Industria in affanno

I dati dell’osservatorio della Camera di commercio a Ferrara. Previsto un -10,2% del valore aggiunto nel 2020

FERRARA. I dati esprimono tutta la gravità della crisi economica ferrarese registrata nella prima parte dell’anno. Forte, infatti, è l’accelerazione della caduta dell’indice di produzione industriale (-24,6% per l’artigianato e -22,4% per l’industria), con variazioni negative peggiori rispetto a quanto rilevato nel 2009. Il tutto mentre l’export segna un ulteriore calo, attestandosi a 983 milioni di euro nel periodo compreso tra gennaio e giugno, con una contrazione relativa pari al -18,7%.

Questi i principali dati diffusi, martedì scorso (22 settembre), dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara.


Previsioni

Secondo Prometeia, la caduta del valore aggiunto per Ferrara si attesterà, nel 2020, a -10,2% (per l’Emilia-Romagna -10,5%), per poi riprendersi nel 2021 attestandosi sul +6%). L’andamento, del resto, segue quanto previsto per l’intero Paese: il valore aggiunto italiano dovrebbe, infatti, scendere del 10,5% nel 2020 per poi ritornae in territorio positivo (+5,4%) nel 2021.

Nel 2020 il fatturato ferrarese calerà in totale dell’11,4%, contrazione che scenderà al -16,3% per l’artigianato e sarà più contenuta per il sistema delle cooperative -6,4%. I settori che accuseranno più il colpo saranno l’Alloggio e Ristorazione (-35,7%) la Logistica (-23%) e le costruzioni (-21,3%), a seguire anche il manifatturiero con la Moda (-17,4%) e la Metalmeccanica (-12,2%), i Servizi alle persone (-16,5%) ed il Commercio (-13,1%).

La Camera di commercio, inoltre, stima che le imprese in deficit di liquidità saranno il 39,6% a fronte di una liquidità necessaria per coprire i costi che supererà i 180milioni di euro. Anche le esportazioni, che nella provincia di Ferrara valgono il 21,8% del valore aggiunto, subiranno nel 2020 una riduzione (-26,1%) per poi riprendersi (+17,6%) il prossimo anno. Nel 2020 gli effetti della pandemia condurranno a una sensibile riduzione delle forze lavoro (-2,4%) e dell’occupazione (-2,5%). Nel 2021 l’occupazione dovrebbe ridursi ulteriormente ed aumenterà decisamente il tasso di disoccupazione (11,7%), ai massimi dal 2015.

Export

Gli indicatori del commercio internazionale, elaborati sulla base delle informazioni diffuse da Istat, per il primo semestre 2020 hanno confermato la tendenza negativa delle vendite all’estero per le imprese ferraresi, già in atto dall’anno precedente. Complessivamente nei primi sei mesi del 2020 sono state esportate merci per quasi 983 milioni di euro, valore che corrisponde ad una variazione tendenziale negativa del -18,7%. La diminuzione su base annua dell’export risulta marcata e diffusa su gran parte del territorio nazionale.

Ma Ferrara è tra le province che più hanno risentito del lockdown, anche sotto il profilo dell'export, con il terzo peggior dato della regione dopo Rimini (-26,6%) e Reggio Emilia (-19,5%). La contrazione tendenziale delle esportazioni di Ferrara nel primo semestre dell’anno, circa 226 milioni in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si è diffusa praticamente in tutti i settori. Se i primi tre mesi dell’anno avevano fatto registrare già un differenziale con lo stesso periodo del 2019 di 85 milioni in meno, a giugno al deficit finale del semestre occorre aggiungere altri 141 milioni registrati tra aprile e giugno. La variazione negativa più accentuata riguarda l’automotive, fermandosi al 3,9%.

Imprese

Per quanto riguarda la dinamica dei dati di demografia delle imprese nel secondo trimestre del 2020, pur segnando una diminuzione delle cessazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si rileva un nuovo minimo storico per le iscrizioni, che rappresentano da sempre la causa principale della contrazione del sistema imprenditoriale ferrarese. —

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