Patto e intese per la provincia che verrà

Castello Estense, sede della Provincia di Ferrara

FERRARA. I risultati usciti dalle urne delle Comunali assicurano al centrodestra i numeri per poter decidere da sé il prossimo presidente della Provincia. L’esito di Comacchio, in particolare, dove un’operazione nata per fermare la Lega l’ha invece incoronata con due anni d’anticipo – atipica eterogenesi dei fini. Con l’elezione del sindaco e di sei consiglieri che si aggiungono ad una folta schiera di amministratori di comuni “pesanti”, nel voto ponderato i leghisti potrebbero addirittura essere autosufficienti, fare a meno anche degli stessi alleati. Non lo faranno, anche se il compenso che da zero è passato ad essere un’integrazione misurata sul compenso del sindaco del capoluogo, 6.400 euro lordi al mese, a qualcuno fa gola. È anzi prevedibile un impulso ad allargare la prossima maggioranza provinciale anche oltre il perimetro della coalizione politica, in un dialogo con le amministrazioni civiche, a partire da Cento dove i ragionamenti includono anche una preliminare apertura sulla ricandidatura di Fabrizio Toselli a primo cittadino.

È probabile che la presidenza della Provincia sia offerta proprio ad un sindaco senza tessera di partito come Riccardo Bizzari a Masi Torello, o a Roberto Lodi di Terre del Reno rimesso in gioco dalla norma del Milleproroghe che, per quest’anno e il prossimo, fa tornare eleggibili anche gli amministratori a cui restano meno di diciotto mesi di mandato. Sulle scelte della Lega pesa anche una certa ritrosia, tattica, ad intestarsi un ente che oggi non ha strumenti e fondi per soddisfare a pieno le legittime attese dei cittadini.

Si vota domenica 13 dicembre, Santa Lucia. Le trattative sono in corso, mentre si imbastisce il quotidiano. La presidenza di Barbara Paron è in un limbo, travagliato: la crisi a Vigarano le ha tolto agibilità, ma i tempi per la decadenza (ormai inevitabile) si trascinano per il mancato coordinamento di maggioranza e opposizione, decise a staccare la spina ma scoordinate. Paron non si è dimessa, formalmente è ancora sindaco e ancora alla guida della Provincia. Pure, il vice Nicola Minarelli, sindaco di Porto e segretario dem, destinato ad assumere la reggenza in Castello, ha già stretto un’intesa di fine legislatura con il centrodestra. Comprende un accordo per mandare avanti lavori e manutenzioni e una proroga al responsabile della polizia provinciale, Claudio Castagnoli. La scelta del nuovo comandante spetterà alla maggioranza ventura.

Buona domenica