Copparo, la Berco parla solo col sindaco. I sindacati non ci stanno: si sciopera

La dirigenza annuncia a Pagnoni la disponibilità a un incontro per oggi alle 12. La controparte: «Ma così ci scavalca»

Copparo, la Berco parla solo col sindaco. I sindacati: ancora sciopero

COPPARO. Un’azienda che comunica direttamente al sindaco la disponibilità ad incontrare la controparte. Sindacati che si sentono scavalcati e confermano lo sciopero, indetto poche ore prima, per il giorno successivo. E un’assemblea civica che si divide, tra documenti, emendamenti, appelli e contrappelli. Tutto questo è successo ieri pomeriggio davanti ai cancelli della Berco, dove si è tenuto una seduta straordinaria del consiglio comunale di Copparo, di fronte a centinaia di lavoratori. E dove oggi si terranno altre 8 ore di sciopero: gli operai non mollano.

I MESSAGGI DELL'AZIENDA

È l’inno nazionale ad aprire poco dopo le 18 la riunione, ma quel che succederà nelle due ore non parla una lingua unitaria. Il sindaco Fabrizio Pagnoni, in apertura, comunica di aver ricevuto «subito prima di uscire dal municipio per venire qui» un messaggio della dirigenza della Berco. È firmato da Alida Malatrasi, la responsabile delle risorse umane. «L’azienda coglie questa occasione – riporta il documento – per ribadire fermamente la propria volontà di garantire un contratto integrativo ai propri dipendenti ed auspica che si possa addivenire alla firma dello stesso in tempi rapidi; per questa ragione, nel rispetto della richiesta istituzionale, dichiara la propria disponibilità ad un incontro tra le parti, anche già nella giornata di domani alle ore 12 presso la sede che il Sindaco riterrà più opportuno».

Giovanni Verla (Fiom) interviene: «Mi sembra un chiaro segnale il fatto che la comunicazione non sia rivolta alle organizzazioni sindacali. Non si deve passare per una mediazione, il tavolo è fatto da azienda e sindacati». «Ma io – ribatte Pagnoni a questa presa di distanza – non parteciperò in alcun modo al tavolo non è il mio ruolo». Poi offre uno spazio in Comune alle parti, ma attorno alla proposta c’è per il momento solo gelo.



ACCESA DISCUSSIONE

Poi il dibattito consiliare entra nel vivo. Antonio Tumiati, capogruppo della maggioranza di centrodestra, legge l’ordine del giorno. Impegna sindaco e giunta ad «attivarsi per un coordinamento efficace delle istituzioni pubbliche direttamente coinvolte, mantenendo un fronte comune con le organizzazioni sindacali e l’azienda, al fine di scongiurare gli effetti di questo stallo, che sarebbero insopportabili per il tessuto economico e sociale del mandamento copparese e dei territori confinanti» e a «fare tutto quanto è in proprio potere per attivare la ripresa della trattativa».

Ma per centrosinistra e M5s l’odg è poco netto. «È il momento di scelte chiare e precise – dice Martina Berneschi (Pd) – e dire da che parte si sta. Non bisogna fare gli arbitri ma essere dalla parte dei lavoratori e stigmatizzare i comportamenti dell’azienda». Applausi degli operai, il presidente Alessandro Amà li richiama, «ricordo che siamo in una riunione istituzionale, manifestazioni di consenso o dissenso sono da evitare». Le minoranze presentano quindi un loro documento e lamentano che le loro richieste di modifica al testo originario siano state cassate dalla maggioranza. «Non è vero – sostiene Pagnoni –, però non credo che la scelta giusta sia quella di intrufolarsi nella trattativa e prefigurare in quale direzione si debba andare. Dico che se c’è la possibilità di mantenere un flebile rapporto tra le parti, va colto. Purtroppo – continua il sindaco – si è deciso lo sciopero, tutti devono sedersi al tavolo. Io non parteggio per nessuno». E qui i fischi dal pubblico, che non apprezza, si fanno intensi. È il momento di Enrico Bassi (Pd): «Serve supportare le trattative nelle sedi idonee e i diritti non si mettono in discussione». Il centrodestra presenta poi un documento emendato, che sarà approvato dalla sola maggioranza. Mentre viene bocciato quello delle minoranze, con l’astensione di Carlo Bertelli sul lato del centrodestra. —
 

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