Ferrara, Colaiacovo scuote il Pd: «Tornare a parlare alla gente»

Il nuovo capogruppo in consiglio comunale ragiona già da leader dell’opposizione: «Questa giunta non ha visione del futuro, è più impegnata a criticare il passato»

FERRARA. Ci vuole indubbiamente coraggio a prendere in mano le redini dell’opposizione nel periodo più difficile per il centrosinistra a Ferrara. Consensi in picchiata, critiche interne, una certa disaffezione dopo le recenti batoste elettorali. Nonostante questo, Francesco Colaiacovo ha accettato di sostituire Aldo Modonesi - dimessosi dall’incarico per motivi familiari - diventando il nuovo capogruppo del Pd in consiglio comunale e di fatto il leader dell’opposizione.

LE STRATEGIE


«Amo la politica fin da bambino - dichiara Colaiacovo - e ho accettato perché me l’hanno chiesto nel gruppo. Tutti gli incarichi che ho ricoperto in questi anni: da presidente di circoscrizione a presidente del consiglio comunale, financo a presidente del Conservatorio, li ho accettati per spirito di servizio. Credo nei valori e nella politica che il Pd può fare per il Paese e per la città di Ferrara».

«Bisogna tornare a parlare alla gente - attacca subito Colaiacovo - occorre ritrovare quell’empatia con i nostri elettori e saper raccontare e narrare quella che è la nostra visione di comunità per potenziare la città in termini economici, sociali e di coesione. Occorre ridare speranza ad una società che invecchia sempre di più».

LE FRAZIONI

Colaiacovo si sofferma anche sul problema del frazioni, vera spina nel fianco del Pd nelle ultime elezioni dato che in molti centri del forese Fabbri ha superato anche il 70% dei consensi nel ballottaggio. «I cittadini delle frazioni - ricorda Colaiacovo - hanno sentito maggiormente il distacco negli ultimi anni dalla soppressione delle circoscrizioni. Prima si sentivano più coinvolti nella vita pubblica e civica, ora il distacco e più forte. Questa lontananza è stata riempita da altre narrazioni, quella della solitudine che crea paura e sulla paura si è montata una campagna elettorale. Bisogna ritornare a farsi coinvolgere dai cittadini dei piccoli centri, bisogna ricostruire una presenza capillare sul territorio, la gente deve tornare a fidarsi della serietà dei valori del partito democratico e soprattutto bisogna trasmettere l’idea di speranza».

RAPPORTI CON LA GIUNTA

Sull’operato della giunta guidata da Alan Fabbri il nuovo capogruppo del Pd non risparmia critiche per il suo modo di agire a colpi di slogan e di propaganda. «Non hanno - dice - una visione della città. L’ultimo episodio conferma quanto dico. Aver cancellato con un colpo di penna la possibilità di dare alla città un parco Sud nella zona di Via Bologna. Senza parlare anche di come intendono riempire di auto la zona della dell’ex Mof e Darsena nella revisione del piano periferie. Questa giunta le sue azioni le esercita principalmente sulla comunicazione, un evento viene ingigantito come se a Ferrara non si fosse mai verificato, dai concerti alle mostre, alle inaugurazioni tra l’alto di opere fatte tutte grazie al lavoro, ai progetti e ai soldi investiti dalla precedente amministrazione. Si rinnega e demonizza in continuazione quello che è stato fatto prima, più che guardare al futuro, si cerca di mettere in cattiva luce l’operato della passata amministrazione».

Nonostante l’opposizione alla giunta, Colaiacovo si augura però di migliorare i rapporti con la maggioranza per il bene della città. «Noi ci abbiamo provato - dichiara il neo capogruppo Pd - abbiamo votato tutte le loro delibere nel periodo dell’emergenza Covid, approvata la risoluzione di bilancio 2020, agevolando l’azione di governo nell’emergenza, ma quasi mai ci hanno ascoltato. Nell’ultimo consiglio comunale hanno votato un nostro ordine del giorno e spero che questo sia l’inizio di un dialogo più proficuo, lo scontro greve non giova alla città».

RICAMBIO

Sulle critiche del mancato rinnovamento nel partito, Colaiacovo ricorda che il Pd ha avuto in questi anni segretari provinciali molto giovani, dalla Zappaterra a Calvano, da Vitellio a Minarelli, altri partiti hanno gli stessi dirigenti da decenni. «Lavorare - conclude - per fare in modo che nel 2024 possa cambiare qualcosa. Ci proviamo con tanto impegno». —




 

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