Porto Garibaldi, allarme “acqua rossa”. Pescatori preoccupati: perso l’80% di vongole

Apprensione e timori per il riacutizzarsi del grave fenomeno. Intanto la Regione potrebbe istituire un fondo di solidarietà

PORTO GARIBALDI. Sfiora l’80%, con punte del 100%, la perdita di novellame tra le concessioni di vongole situate lungo il canale navigabile di Porto Garibaldi e tra i canali adduttori delle valli.

GRAVE DANNO

Un danno incalcolabile per il settore della molluschicoltura lagunare, alle prese con il preoccupante fenomeno dell’acqua rossa. «Fino a venerdì scorso non c’erano problemi – afferma Cristian Pappi, presidente della cooperativa Tecnopesca –, poi sabato è cominciata a manifestarsi la moria di vongole, che ora colpisce quasi la totalità del prodotto. Attraverso il consorzio Tre Ponti di cui facciamo parte e che raggruppa circa 300 soci, è stato incaricato un biologo di Perugia, che ha effettuato i prelievi. Siamo in attesa dell’esito campionamenti».

Il fenomeno dell’acqua rossa, con conseguente moria di novellame non è nuovo, ma l’intensità raggiunta in questi giorni sarebbe senza precedenti, a detta degli operatori del settore.

«Come Legacoop e Alleanza delle cooperative, stiamo monitorando il fenomeno da 20 giorni – spiega Chiara Bertelli, responsabile pesca e acquacoltura di Legacoop Estense –. Ci siamo attivati subito sia presso la Regione, che già in questi giorni è al lavoro per individuare possibili soluzioni, sia presso Arpae, che ci ha fornito un parere scritto. Secondo Arpae, il fenomeno non è da attribuire all’apporto di sostanze inquinanti nelle acque del mare, bensì alla mancanza di ossigeno sul fondo, in conseguenza di eventi eutrofici, i quali si verificano periodicamente lungo la costa della regione».

Nel frattempo, i pescatori di vongole di Porto Garibaldi si stanno adoperando per recuperare dai fondali l’ingente quantità di prodotto morto, per accatastarlo nei punti prestabiliti.

NUOVO LAVORO

Una volta ultimata la pulizia dei fondali, i molluschicoltori dovranno reimpiantare altro novellame, ma il danno subito a causa dell’acqua rossa, seppur ancora non quantificato, è ingente. «Sappiamo che la Regione sta pensando di istituire un fondo di solidarietà – aggiunge Cristian Pappi – e cercheremo di attingere da quello. Aspettiamo risposte dalla Regione. Abbiamo assolutamente bisogno di aiuti, per uscire da questa emergenza. Non ci voleva una situazione del genere – conclude Pappi – dopo un’annata molto difficile a causa dell’epidemia». —

KATIA ROMAGNOLI . © RIPRODUZIONE RISERVATA.